Tradizione napoletana e Carnevale, intercettare i desideri dei giovani



(di Angelo Cerulo) (ANSA) - NAPOLI, 08 FEB - Intercettare i desideri dei giovani anche a tavola proponendo loro i piatti della tradizione napoletana senza 'rivisitazioni' ma attenendosi alla proposte di un tempo: a quasi un anno dall'apertura Annalisa Rescigno, con la sorella Daniela, allarga l'orizzonte della platea di riferimento per il suo 'Cucina Partenopea', il locale di via Foria inserito nelle diverse attività della famiglia (dallo storico panificio alla caffetteria, dalla pasticceria alla macelleria). "Puntiamo sui giovani ma, naturalmente, la nostra clientela abbraccia tutte le fasce di età - spiega Annalisa all'ANSA - in un progetto che non mira a fare nessuna rivoluzione ma, più semplicemente, seguire le linee guida di un percorso che parte dalla mia zona, da Napoli".
    All'orizzonte la ristrutturazione del bar-caffetteria e con i diversi componenti familiari impegnati sui filoni aziendali (a partire dal fratello Mimmo nella panetteria, 'core business' aziendale), Annalisa Rescigno inquadra la sua attività in un quartiere e in una strada che stanno pian piano cambiando pelle: "Vogliamo dare un piccolo valore aggiunto anche noi al rilancio della nostra via Foria, magari con un sostegno da parte delle istituzioni per i servizi e la vivibilità".
    L'imprenditrice ha diversificato da tempo la propria attività ma la proposta gastronomica resta centrale sulla scia del tradizionale menù sia di mare che di terra e che annovera, ad esempio, Genovese, ragu', arista ma anche spaghetti con le vongole, all'astice, risotto alla pescatora. In vista del Carnevale, poi, rilancia: "Non è solo una festa di colori e maschere, ma soprattutto un rito culinario che affonda le radici nel cuore della tradizione napoletana. Proponiamo il nostro menù di Carnevale, una specie di viaggio gastronomico tra i sapori più autentici della memoria, con una importante particolarità: la proposta è disponibile anche in versione senza glutine". Un aspetto quest'ultimo 'imposto' da una singolare circostanza per una famiglia legata da cinque generazioni all'arte bianca: il primo nipote di nonno Antonio è celiaco. Per una famiglia che ha fatto della farina la propria ragione di vita, trovarsi di fronte all'impossibilità di condividere il proprio pane con un nipote è stato un paradosso doloroso, ma anche la scintilla di un cambiamento. Da limite a opportunità. La famiglia Rescigno ha studiato e sperimentato tecniche di panificazione alternativa "per garantire che nessuno debba mai rinunciare al piacere della tavola". Aggiunge l'imprenditrice: "Nella nostra azione ci ispiriamo a tradizione, passione e inclusività".
    Ai piatti classici si aggiungono gli elementi caratterizzanti della cucina carnevalesca napoletana: lo 'scagnoziello' di polenta, la lasagna rossa classica, ricca e opulenta come vuole il cerimoniale, e gli spaghetti con soffritto di frattaglie di maiale. Come secondi, la famiglia Rescigno propone le 'costatelle' di maiale, accompagnate dalle 'papaccelle', e la 'cervellatina' con friarielli. Anche la pasticceria artigianale celebra il Carnevale con 'chiacchiere', savoiardi e sanguinaccio, il migliaccio napoletano, castagnole e frittelle con uvetta e canditi. "Al Ristorante Rescigno, il Carnevale è una cosa seria. Vogliamo che ogni cliente, che mangi con glutine o senza, possa affondare la forchetta nella nostra lasagna e sentirsi a casa" conclude Annalisa. (ANSA).
   









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