Vino: transizione digitale per ridurre sprechi e impatto ambientale
(ANSA) - FIRENZE, 10 FEB - La transizione digitale del settore primario, in particolare nella viticoltura, procede a ritmo lento anche perché manca a monte una transizione generazionale, con giovani che guidino la viticoltura 4.0 nelle aziende. E' quanto emerso dall'incontro all'Accademia dei Georgofili di Firenze, durante il quale sono stati presentati i i risultati del progetto interuniversitario (Atenei di Milano, Firenze, Brescia, Tuscia e Padova) 'Winery Farming 4.0', su come trasformare le pratiche tradizionali della viticoltura attraverso l'innovazione tecnologica, migliorando l'efficienza e la sostenibilità dei processi, utilizzando strumenti digitali avanzati, per ottimizzare l'uso delle risorse, ridurre gli sprechi e minimizzare l'impatto ambientale della produzione vinicola.
Secondo un'indagine Smart Agrifood, l'adozione della tecnologia è limitata all'8% delle aziende, anche perché la maggior parte sono microimprese a conduzione familiare. Quelle di dimensioni importanti percepiscono nei grandi numeri quale sia il vantaggio, anche economico, di questo sistema di viticoltura. "L'agricoltura 4.0 è un habitus che le aziende devono adottare", spiega il professore Marco Vieri del Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali (Dagri) dell'Università di Firenze e consigliere dell'Accademia dei Georgofili, investendo "in tecnologie per capire precisamente dove, quando e in che misura utilizzare acqua, fertilizzanti, antiparassitari, combustibili, con una importante riduzione delle emissioni di Co2 e dei compattamenti e con anche un importante aumento, se non induzione, della biodiversità all'interno dei vigneti. In base alle sperimentazioni in campo, i vantaggi concreti sono: riduzione del 30% l'anno di acqua, riduzione dal 70% al 30% l'anno di utilizzo di input chimici, riduzione del compattamento, riduzione del 15%-20% dei combustibili". "Il problema - aggiunge Vieri - è che servono competenze che sappiano gestire la transizione digitale. Ovvero, serve a monte una transizione generazionale, con giovani competenti e formati, presenti nelle aziende, che guidino la viticoltura 4.0". (ANSA).