Al Grand Palais di Parigi le opere visionarie della svedese Hilma af Klint



(ANSA) - PARIGI, 06 MAG - La sua opera ha stravolto la cronologia dell'arte moderna. Si apre al Grand Palais di Parigi una mostra monografica consacrata all'opera visionaria dell'artista svedese Hilma af Klint (1862-1944), pioniera dell'astrattismo a lungo rimasta nell'ombra. Una rara occasione di scoprire (o riscoprire) l'opera di una pittrice che, in largo anticipo sul suo tempo, trascese le frontiere tra arte, scienza e spiritualità.
    "Dalle grandi composizioni alle opere più segrete, la sua arte mescola, colori, forme e simboli di affascinante audacia", scrive il Grand Palais nella nota introduttiva della mostra in programma fino al 30 agosto. Formatasi all'Accademia Reale di Belle Arti di Stoccolma, Hilma af Klint conduce una doppia vita artistica: una pratica figurativa conforme alle attese del tempo e, in segreto, una produzione radicalmente avanguardistica, nutrita dalla teosofia e dallo spiritismo, protesa nella ricerca di armonia cosmica e forze invisibili. Dal 1906, ben prima di Kandinsky o Malevitch, l'artista scandinava crea composizioni audaci, con colori vivaci, forme geometriche e motivi organici, preannunciando le grandi correnti dell'arte moderna. Spirali, cerchi e altre forme astratte testimoniano di una libertà totale di creazione, conferendo ai suoi dipinti una dimensione universale e fuori dal tempo.
    Per l'occasione il Grand Palais e il Centre Pompidou presentano opere monumentali come il ciclo dei cosiddetti 'Dipinti del Tempio' (1906‑1915). L'esposizione lungo le rive della Senna mette anche in luce le numerose fonti di ispirazione dell'artista nordica (esoterismo, arte popolare, cultura scientifica) e si interroga sul ruolo a lungo misconosciuto delle donne nella storia dell'arte moderna. Prima esposizione monografica in Francia, la rassegna rivela anche il destino fuori dal comune di Hilma af Klint, che per lunghi anni scelse di tenere le sue opere astratte nascoste, facendole addirittura sigillare per i venti anni successivi alla sua morte. Bisognerà aspettare il 1986 e la mostra 'The Spiritual in Art' a Los Angeles per rivelarle infine al grande pubblico. Ora una nuova occasione di riscoprire la sua opera in uno dei luoghi più belli di Parigi. (ANSA).
   









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