Da mangiafoglie e mangiamaccheroni, la tavola dei Borbone
(ANSA) - NAPOLI, 17 NOV - Da Mangiafoglie a Mangiamaccheroni, quando nel 1700 apparve la pasta condita prima con zucchero e cannella e poi con il formaggio: per scoprire cosa si mangiava al tempo dei Borbone il Palazzo Reale di Napoli racconta le sue Nature Morte con visite guidate tematiche e una serie di appuntamenti. Per i tanti visitatori un modo per scoprire tradizioni ancora vive nella cucina napoletana di oggi.
Pesce e carne erano simbolo di ricchezza, così la frutta prelibata come le pere di Sant'Anna, ma nei quadri fanno bella mostra ortaggi coltivati nei siti reali, i formaggi e persino una pizza rustica. Tutti alimenti rappresentati in opere che ci riportano indietro di due secoli, ma che in Campania ormai sono diventate colture agricole tradizionali e eccellenze agroalimentari, veri e propri strumenti di tutela attiva del paesaggio e di continuità culturale, capaci di intrecciare sapienza contadina, identità territoriale e innovazione produttiva. Occasione per il primo approfondimento è stato il convegno 'A tavola con l'arte. Le colture di eccellenza nella provincia di Napoli per la tutela e la conservazione del paesaggio'. Per la Soprintendente ABAP dell'Area metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi "Parlare di eccellenze agroalimentari significa, in fondo, parlare di identità e di futuro, di una bellezza che continua a produrre valore e a nutrire la nostra memoria collettiva". Grande risalto è stato dedicato ai casi studio emblematici del territorio, come la mela limoncella di Sant'Agata de' Goti, il limone di Sorrento IGP e la ciliegia Somma dei Monti Lattari. Interventi anche Brunella Como (SABAP NA-MET), Giuseppe Orefice e Alessandro Manna, presidente dell'Associazione Siti Reali, Stefania Gatto, Antonella Delli Paoli ed Elena Carrelli. Tiziana D'Angelo, direttrice delegata del Palazzo Reale di Napoli, ha annunciato nel mese di dicembre a Villa Pignatelli "una visita e un racconto sulla tavola imbandita che ci farà tornare al periodo dei Savoia". (ANSA).