Da Vienna a Roma in mostra le meraviglie degli Asburgo
(di Laura Valentini) (ANSA) - ROMA, 05 MAR - L'arte come strumento di diffusione culturale in un impero multietnico ma anche simbolo di splendore dinastico, con ritratti che celebrano, tra vesti sontuose e gioielli rilucenti, i suoi rappresentanti a partire da Francesco Giuseppe I e dall'imperatrice Sissi nel pieno del suo fulgore giovanile: è quanto offre al visitatore la mostra che porta a Roma oltre cinquanta capolavori provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna, tra i più grandi e importanti del mondo, con il titolo 'Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum' in programma al Museo del Corso a Palazzo Cipolla dal 6 marzo al 5 luglio.
L'esposizione, che parte da Rubens, passa per i maestri della pittura europea tra '500 e '600 e si chiude con un eccezionale dipinto di Caravaggio, 'Incoronazione di spine', è promossa e prodotta dalla Fondazione Roma in collaborazione con il museo Kunsthistorisches (Khm), con il patrocinio del ministero della Cultura e dell'Ambasciata d'Austria a Roma. La mostra, dice il direttore del museo austriaco Jonathan Fine, mette in scena "il dialogo culturale tra Vienna e Roma" al di là del prestito di opere d'arte.
"I capolavori delle collezioni asburgiche raccontano una visione europea fondata sulla diversità, sulla curiosità e sull'apertura intellettuale e portare queste opere in Italia per la prima volta è una potente testimonianza della capacità dell'arte di creare connessioni attraverso i secoli e i confini". In un periodo storico contrassegnato da guerre e tensioni geo-politiche "rinnoviamo la nostra missione di promuovere progetti culturali capaci di leggere l'arte come spazio di incontro tra storie e tradizioni europee" afferma il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, il cui auspicio è quello di contribuire "a ravvivare, anche attraverso il linguaggio della bellezza, l'idea stessa di Europa, fatta di identità diverse ma di profondi valori comuni".
Il progetto espositivo, a cura di Cäcilia Bischoff, storica dell'arte del museo viennese, riunisce opere raccolte o commissionate tra il XVI e il XIX secolo da figure centrali della Casa d'Asburgo, dall'imperatore Rodolfo II all'arciduchessa Isabella Clara Eugenia, dall'arciduca Leopoldo Guglielmo fino all'imperatrice Maria Teresa ma non solo. Nelle sale ecco i dipinti dei maestri della grande pittura fiamminga con spazio alle opere di Peter Paul Rubens, Anthony Van Dyck e Jan Brueghel il Vecchio, poi di quelli della pittura olandese e tedesca da Jan Steen a Lucas Cranach per convergere quindi sugli Asburgo come committenti e custodi di arte. Straordinari ritratti, come quello dell'Infanta Margarita in abito blu di Velázquez, icona della ritrattistica di corte, insieme a opere di Giuseppe Arcimboldo, David Teniers il Giovane, Guillaume Scrots illustrano una politica dell'immagine in cui il collezionismo diventa strumento di autorappresentazione e mediazione culturale.
La pittura italiana costituisce il cuore della collezione viennese, in particolare grazie alle acquisizioni dell'arciduca Leopoldo Guglielmo, il cui gusto si orientò decisamente verso l'arte del XVI e XVII secolo. In mostra le opere di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci e Giovanni Battista Moroni che attestano il ruolo centrale dell'Italia quale punto di riferimento per la formazione artistica, le pratiche collezionistiche e l'orientamento estetico in tutta Europa anche nel contesto asburgico da cui provengono i dipinti.
Il percorso espositivo si apre con una sezione introduttiva dedicata all'architettura del Kunsthistorisches Museum, inaugurato nel 1891 e messo in dialogo con Palazzo Cipolla, sede romana della mostra, attraverso la figura del suo architetto Antonio Cipolla, conosciuto da Semper e Hasenauer, architetti del museo viennese, che ne lodarono il progetto da lui firmato (ma che non vinse) per il completamento della facciata della cattedrale di Firenze.
La mostra, che ha il supporto organizzativo di MondoMostre e sponsor il gruppo Sella, dedica anche spazio alle nature morte di piccole dimensioni e agli oggetti preziosi tipici delle 'camere delle meraviglie' rinascimentali. (ANSA).