Dall'alluvione a Bartali, 150 foto raccontano la storia di Firenze



(ANSA) - FIRENZE, 06 MAG - Una rassegna di 150 fotografie che documentano momenti di cronaca cittadina di Firenze che parlano di arte, sport, vita quotidiana, società e cultura. E' la mostra 'Firenze '50 '60 '70. Immagini dall'Archivio Foto Locchi' dal 7 maggio al 18 ottobre a Villa Bardini, a Firenze.
    L'esposizione, promossa da Fondazione Cr Firenze e Archivio Foto Locchi, a cura di Giovanna Uzzani, intende restituire non solo immagini ma anche atmosfere, suggestioni, mutamenti e ricordi collettivi, in un racconto che è anche un ritratto dell'identità fiorentina. Articolata in dieci sezioni tematiche, la mostra raccoglie una selezione di 150 foto tra le 300 mila digitalizzate dell'archivio Foto Locchi che custodisce il lavoro dell'agenzia fotografica nata a Firenze nel 1924. La prima sezione si apre con le memorie del dopoguerra, la questione sociale e il diritto al lavoro con la mobilitazione degli operai della Pignone, la testimonianza di Don Milani, la rivoluzionaria Scuola di Barbiana; poi il dramma dell'alluvione, le piazze che si mobilitano nel Sessantotto, i nuovi fermenti sociali degli anni Settanta. La vita quotidiana è protagonista della seconda sezione: le tradizioni popolari, i tuffi in Arno, i picnic fuori porta, le domeniche allo stadio, i primi supermercati con la esse lunga. Nelle altre sezioni si riconoscono i luoghi della vita cittadina: il teatro Comunale in Corso Italia, il teatro della Pergola, la libreria Seeber in via Tornabuoni, il dehor delle Giubbe Rosse. Una sala è dedicata alla Fiorentina, ma la fotografia sportiva spazia dalla Mille Miglia con Tazio Nuvolari nella Ferrari 166 Spider Corsa a Gino Bartali che corre nel Giro d'ltalia e si allena nella campagna. Per Bernabò Bocca, presidente di Fondazione Cr Firenze "il lavoro di ricerca e selezione nell'Archivio Foto Locchi restituisce un racconto potente e stratificato della città, fatto di bellezza ma anche di contraddizioni, di grandi eventi e di vita quotidiana". Per Erika Ghilardi, responsabile dell'Archivio storico, la mostra "restituisce alla città, con precisione e lirismo, la memoria di una comunità, rivelando il valore straordinario di un archivio che ne custodisce l'eredità identitaria". (ANSA).
   









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