La collezione egizia di Massimiliano d'Asburgo in mostra a Miramare
(ANSA) - TRIESTE, 12 MAR - Sono passati 143 anni da quando la collezione egizia di Massimiliano d'Asburgo fu trasferita a Vienna e successivamente esposta nel Kunsthistorisches Museum nel 1891. E ora in collaborazione con il museo austriaco, parte di questi reperti torneranno a Trieste, dal 2 aprile al primo novembre, in occasione della mostra "Una Sfinge l'attrae.
Massimiliano d'Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna" alle Scuderie del Castello di Miramare.
L'esposizione è organizzata dal Museo storico e Parco del Castello di Miramare, coorganizzata dal Kunsthistorisches Museum e realizzata da MondoMostre e CoopCulture, in collaborazione con il Comune di Trieste e PromoTurismoFvg, con il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino. I curatori Massimo Osanna, Christian Greco, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner hanno selezionato una serie di opere provenienti dalle raccolte costituite da Massimiliano d'Asburgo in diverse fasi della vita.
Il percorso racconta la storia della collezione in relazione al suo contesto, le scelte e gli interessi di Massimiliano e offre lo spunto per riflettere sul concetto di museo di antichità nell'Ottocento: da luogo privato di godimento estetico e di collezionismo, assume progressivamente il valore di testimonianza storica, destinata allo studio, alla conservazione e alla fruizione collettiva.
Oltre ai prestiti viennesi e ad alcune opere della collezione di Miramare, saranno esposti reperti provenienti dal Civico Museo d'Antichità J. J. Winckelmann di Trieste, che testimoniano come la passione per l'egittologia di Massimiliano riflettesse un gusto diffuso nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino.
Nei primi anni Cinquanta dell'Ottocento Massimiliano acquistò un primo nucleo di reperti da Anton von Laurin, già console generale ad Alessandria d'Egitto; la raccolta si ampliò negli anni successivi attraverso missioni diplomatiche e campagne di acquisto. Nelle intenzioni dell'Arciduca, la collezione doveva essere anche un mezzo a sostegno della ricerca storica e filologica sulla civiltà egizia. (ANSA).