Spoleto riparte da Menotti e Mika, radici e futuro
(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 12 MAR - Diciassette giorni, 200 spettacoli, oltre mille artisti, tra opera, musica sinfonica, pop orchestrato, danza e prosa: il Festival dei Due Mondi rivela i primi cinque spettacoli della 69/a edizione, in programma a Spoleto dal 26 giugno al 12 luglio, con nuovi spazi come la Chiesa di San Salvatore patrimonio Unesco, che riapre dopo 10 anni di restauro, e la Rocca Albornoziana, nuovi appuntamenti con gli aperitivi letterari, e novità come l'Academy per 20 giovani musicisti che saranno ospitati nelle case dei residenti e avranno come maestri da Sollima a Lupo e Obiso.
"Sarà un festival internazionale, nel solco della tradizione, ma più pop e contemporaneo per avvicinare un pubblico giovane".
Lo dice Daniele Cipriani, parlando dei primi appuntamenti della sua prima edizione, che ha scelto come consulenti Beatrice Rana per la musica classica e Leo Muscato per opera e prosa.
"L'italianità come prima cosa - spiega ancora Cipriani all'ANSA - che deve tornare al centro del festival, che rimane sempre ovviamente con uno sguardo sul mondo ma insieme coinvolge anche in luoghi e orari inediti perché torni ad essere parte del tessuto della città". E si andrà avanti infatti fino alle 23 con l'appuntamento del jazz club al Palazzo Collicola.
Del resto al nuovo direttore, Daniele Cipriani, le energie non mancano: ha 47 anni e viene dal mondo della danza: "Tutti per questo si aspettano che ci sia uno sguardo particolare su questa disciplina, ma non sarà così, il festival manterrà, anzi arricchirà, la sua anima multidisciplinare". Grande spazio infatti anche per l'arte, con diverse mostre e un progetto sull'intelligenza artificiale. "Radici e futuro convivranno in tutto il festival", spiega ancora Cipriani, perché Radici sarà proprio il tema di questa edizione, ed ognuna ne avrà uno.
Ad aprire sarà ad esempio "Vanessa" di Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti, che torna a Spoleto dopo una lunga assenza. L'opera, che debuttò al Metropolitan Opera nel 1958 ed è stata già presentata al Festival nel 1961, sarà proposta nella lingua originale inglese. La regia è affidata a Leo Muscato; sul podio della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Lirico Sperimentale debutta in Italia la direttrice sudcoreana Sora Elisabeth Lee. In scena un cast internazionale con il soprano Lauren Fagan nel ruolo del titolo, Virginie Verrez come Erika e il tenore sudafricano Lulama Taifasi nel ruolo di Anatol. La produzione è del Festival dei Due Mondi in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Petruzzelli di Bari. Al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti 26 e 28 giugno.
Grande attesa anche per uno degli appuntamenti sinfonici di punta del Festival: il debutto a Spoleto di Yannick Nézet-Séguin, tra i direttori più richiesti al mondo, alla guida della London Symphony Orchestra con la stella del pianoforte Yuja Wang. Un incontro artistico di altissimo livello che riunisce tre protagonisti assoluti della scena musicale internazionale, "che hanno un loro sguardo del tutto originale".
Il concerto rappresenta l'unica tappa italiana del loro tour internazionale e una delle sole due date europee. In programma due capolavori del Novecento: la Sinfonia n. 2 in mi minore op.
27 di Sergej Rachmaninov e il Concerto per pianoforte n. 3 in Do maggiore op. 26 di Sergej Prokof'ev, affidato al virtuosismo e al carisma di Yuja Wang. Piazza Duomo 3 luglio.
Tra gli eventi più attesi dell'edizione anche Mika Symphonique, uno spettacolo inedito pensato per emozionare un pubblico cross generazionale nella iconica Piazza Duomo di Spoleto. Per l'occasione il cantautore presenterà una rilettura sinfonica dei suoi brani più celebri, accompagnato dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna diretta da Simon Leclerc e dal Coro del Teatro Lirico Sperimentale. Piazza Duomo 30 giugno.
Per la danza arriva Rambert, la compagnia più longeva del Regno Unito, che celebra il centenario con "This is Rambert", un omaggio alla sua fondatrice Marie Rambert, un trittico che riunisce alcune tra le firme più interessanti della coreografia contemporanea: (LA)HORDE, Emma Evelein e Bobbi Jene Smith.
Teatro Romano dal 26 al 29 giugno.
Per la prosa, Peter Stein, maestro della regia affronta "Platonov" di Anton Čechov. Opera giovanile scritta intorno al 1880, Platonov è un testo visionario: la storia di un uomo dotato di talento e fascino ma incapace di trovare un posto nel mondo, primo esempio di quegli uomini "superflui" che Čechov avrebbe poi disseminato nei suoi racconti e drammi. San Simone dal 26 al 29 giugno.
I cinque spettacoli rappresentano le prime anticipazioni del cartellone della nuova edizione del Festival, che conferma la vocazione internazionale della manifestazione e il dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei.
I biglietti saranno in vendita dal 12 marzo sul sito ufficiale del Festival e sulla piattaforma Vivaticket. (ANSA).