Tomba romana con oggetti d'oro e resti umani scoperta a sud del Cairo
(ANSA) - IL CAIRO, 18 APR - Una missione archeologica spagnola ha riportato alla luce in Egitto una rara tomba romana con vari oggetti d'oro e diverse mummie, una delle quali aveva addosso un papiro con un estratto dell'Iliade di Omero.
La scoperta è stata fatta da archeologi dell'Università di Barcellona e dell'Istituto per il Vicino Oriente Antico a Bahnasa, vicino a Minya, 250 chilometri a sud del Cairo, rivelando aspetti inediti dei riti funerari di epoca greca e romana e l' elevato livello culturale dei residenti.
Durante gli scavi sono state rinvenute diverse mummie di epoca romana, alcune avvolte in bende decorate con motivi geometrici, nonché bare di legno, tre oggetti d'oro a forma di lingua e un oggetto di rame, anch'esso a forma di lingua. Su alcune mummie sono state rinvenute anche tracce dell'uso di foglia d'oro.
Il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha osservato come la nuova scoperta si aggiunga ad altri importanti ritrovamenti archeologici recentemente effettuati nel Governatorato di Minya, testimoniando nuovi aspetti della civiltà egizia nel corso dei secoli. Spetterà ora agli studiosi capire il senso dei ritrovamenti, in particolare del papiro con estratti del secondo libro dell'Iliade di Omero, in cui erano descritti i partecipanti alla campagna greca contro Troia, noto come 'L'Indice delle Navi'.
Altri scavi, effettuati a est della Tomba Tolemaica n. 67 scoperta durante la campagna del 2024, hanno portato alla luce una trincea contenente tre camere calcaree, di cui rimangono solo pochi frammenti, ha ricordato il direttore del Dipartimento di Antichità egizie presso il Consiglio supremo, Mohamed Abdel-Badi. Nella prima camera sono stati rinvenuti una lastra di pietra e un grande vaso contenente le ceneri di un adulto, insieme alle ossa di un neonato e alla testa di un gatto, il tutto avvolto in pezzi di stoffa. La seconda camera conteneva un vaso simile con le ceneri di due individui, oltre a ossa di felino.
A sud del sito sono state scoperte anche piccole statuette in terracotta e bronzo, tra cui una raffigurante il dio Arpocrate a cavallo, divinità egizia fatta propria dai romani che la designarono dio del silenzio, e una piccola statuetta di Cupido.
Numerose testimonianze storiche attestano l'importanza di Banhasa nell'antichità: teatro di sanguinose persecuzioni di cristiani, tanto da essere completamente distrutta nel 645 dopo Cristo per ordine di Diocleziano, si dice sia stata breve dimora della Sacra Famiglia in fuga da Betlemme. (ANSA).