Ciao Ferro, indimenticabile capo della nostra tipografia

Per noi era Ferro. Un po’ per il cognome (Ferretti), ma soprattutto per il pugno di ferro nel guanto di velluto. Una certezza. Un punto fermo. Una colonna. Un riferimento. Sempre tranquillo. Sempre sicuro. Sempre gentile. Anche nei tanti momenti complicati che in un giornale non mancano mai. Franco Ferretti era «Il» proto: il capo della tipografia. Ma era - ed è, perché lo ricorderemo sempre al presente - un pezzo del cuore del nostro giornale, un ...

L'olocausto (invisibile) senza fine

Il 3 ottobre del 2013 è insieme vicino e lontano. È una data che a molti forse dice poco. Ma sono morte 368 persone, quel giorno. A pochi passi dalle nostre coste. Un olocausto senza fine che un pezzo d’Italia ha ricordato tre giorni fa. Le bare immaginarie di quei cercatori di sogni sono in uno sconfinato cimitero d’acqua chiamato Mediterraneo, insieme a migliaia d’altri. Persone, storie, drammi, volti e destini invisibili. Noi, come cerchiamo ...

I pagliaio delle proposte di Greta e l'ago delle facili polemiche

Ha vinto Greta. Ha vinto l’onda verde. Hanno vinto questi nostri giovani pieni di sogni che non riesce a vedere solo chi non sa più sognare. Ha vinto la rivoluzione gentile, con gli occhi di bambini pieni di voglia di futuro, con cartelli pieni d’utopia: «ci avete rotto il cima», diceva il più emblematico. Ha perso, invece, chi critica senza nemmeno cercare di capire. È rimasto spiazzato chi ha finito per guardare l’ago anziché il pagliaio, nel tentativo ...

La lezione di Livatino sulla credibilità

Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma quanto siamo stati credibili. L’uomo che ha detto questa frase è stato barbaramente ucciso dalla mafia esattamente 29 anni fa: il 21 settembre del 1990. Si chiamava Rosario Livatino. Aveva 37 anni. Ne avrebbe compiuti 38 venti giorni dopo. Come molti ricorderanno, era l’uomo - sì, l’uomo, perché a 38 anni si è uomini, a maggior ragione se si è magistrati - che l’allora presidente ...

La morte, nell'Isarco, dell'uomo invisibile

Conviviamo - talvolta faticosamente - con gli invisibili. Con una macabra singolarità: ci accorgiamo di loro quando muoiono. Quando ad esempio le acque dell’Isarco restituiscono alla comunità il cadavere di un uomo “inesistente”. Ci fermiamo tutti su ponte Palermo. Osserviamo le operazioni di recupero. Cerchiamo di capire ciò che fino al giorno prima ignoravamo o fingevamo di ignorare: l’esistenza di un mondo parallelo. La vita - e la morte - di ...

La Svp di Bolzano e quella (che torna a contare) di Roma

La politica è anche l’arte del paradosso. Prendete la Svp. A Roma torna ad essere determinante ago della bilancia e qui è a una sorta di bivio. Al Senato, infatti, il governo è in affanno: in cambio dell’agognato sostegno della Svp, sarà dunque più che mai generoso con il nostro territorio. Ciò malgrado, all’insediamento di Conte il partito di raccolta pensa di astenersi: non per alzare la posta, ma - e torniamo al bivio bolzanino - per non far venire ...

L'addio di Conte, l'addio (?) alle elezioni, l'addio alle certezze

Conte ha fatto i conti. Con Salvini e con la situazione. Ed è salito al colle per dimettersi. Fine della scena. L’atto finale ha sfumature inconsuete. Soprattutto quando il presidente del Consiglio (uscente) ha detto al suo vice leghista ciò che evidentemente non è mai riuscito a dirgli in questi 14 mesi. Ma è inconsueto anche ciò che è successo martedì in un’aula del Senato trasformata in arena. E adesso? Prodi - che sa bene come si esce dalle secche ...

La toponomastica, una ferita (sempre) aperta

Inutile negarlo: la toponomastica, in questa terra che fatica a parlare un linguaggio comune, è ancora una ferita aperta. A rimarginarla in parte, per paradosso, è stato il buonsenso, che spesso è più forte delle leggi. Ogni volta che s’è cercata un’intesa passando i nomi italiani, tedeschi e ladini al setaccio di una legge, s’è infatti ottenuto il risultato opposto: scontri e incomprensioni. E provocazioni. Come quella di venerdì, quando gli Schützen ...

Le infiltrazioni (mafiose) che tendiamo a non vedere

In giorni in cui ricordiamo l’attentato a Paolo Borsellino e in cui ci interroghiamo sui tanti (troppi) misteri che ancora accompagnano l’assassinio del magistrato che insieme a Falcone divenne il simbolo della Sicilia e dell’Italia migliore, la Direzione investigativa antimafia deposita una relazione che mette i brividi. Questa volta non parliamo del Sud di questo nostro Paese a dir poco martoriato dalla mafia. Parliamo di noi. Delle infiltrazioni ...

Ciao Camilleri, genio immortale

Il suo inchiostro era la fantasia. La sua mente era una biblioteca: la sua memoria, anche quando ha perso la vista, s’arrampicava fra scaffali pieni di ricordi e di citazioni. La sua penna era la Sicilia. La sua Sicilia: tutta particolare, densa di sapori, colori, modi di dire che sono diventati universali. Come le storie che Andrea Camilleri raccontava. Storie che sono entrate in ogni casa. Prima fra le pagine. Poi grazie alla tv. Per merito di ...