Alcol ai minori, pugno duro del questore 

Pesanti sanzioni per gli organizzatori di una festa a Sarentino. Dal capo della polizia un appello al rispetto delle leggi 

BOLZANO. Pugno di ferro. È quello che il questore Giuseppe Racca ha deciso di adottare ancora una volta con chi sembra poco attento al rispetto delle regole, con particolare attenzione verso chi organizza feste e manifestazioni rivolte ai più giovani. Ed è davvero impossibile dare torto al capo della polizia perché con la salute e la sicurezza dei ragazzi non si può scherzare. Sì, perché, nel caso specifico, le irregolarità sono state rilevate in occasione di una festa organizzata a Sarentino alla quale partecipavano molti giovanissimi. I controlli, disposti proprio per evitare che gli eventi possano degenerare a causa di abuso di alcol e sostanze stupefacenti, sono stati compiuti nel corso dell’evento “Holy Festival” ospitato nel parcheggio antistante la discoteca “Mondial” di Sarentino, nella fascia oraria che andava dalle 14 alle 23. Nel “menù” della festa, che ha richiamato tantissimi ragazzi nonostante la pioggia caduta nel pomeriggio, c’erano musica con dj e lancio di polveri colorate. Gli agenti sono arrivati attorno alle 17 e subito hanno notato che molte cose non andavano. Per prima cosa, infatti, la polizia ha notato che la maggior parte degli avventori, quasi tutti minorenni, erano all’interno della discoteca, perfettamente funzionante e con tutte le tre postazioni bar aperte. Non solo: i tutti i bar del locale venivano somministrate bevande alcoliche - birre in bottiglia, amari e altri alcolici in bottiglie mignon -, anche a ragazzini che, a successivi controlli, sono risultati minori di 16 anni. Per questo motivo, il personale della questura ha denunciato i responsabili dell’organizzazione dell’evento, ai sensi dell’art. 689 del codice penale. A loro, sono stati anche contestati illeciti amministrativi per la vendita di alcol a minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Ma non era finita perché la discoteca era stata aperta in orario non consentito e ne era stato consentito l’accesso a minori di 16 anni. Infrazioni amministrative che il questore ha subito segnalato al sindaco, cui è stato richiesto di adottare le sanzioni del caso. E siccome i guai non arrivano mai soli, durante il controllo, gli agenti hanno notato alcune “anomalie” che hanno messo a rischio la sicurezza di chi partecipava alla festa. È stato notato, ad esempio, che gli alcolici venivano venduti direttamente in bottiglie e bottigliette di vetro e che non c’era alcuna predisposizione di adeguate iniziative in caso di maltempo. Per questi aspetti, tutt’altro che secondari, la questura inviato documentazione alla Procura di Bolzano che valuterà la procedura che ha portato all’autorizzazione dell’evento.

«Il questore – recita una nota della questura – raccomanda a tutti gli esercenti e agli organizzatori di eventi di verificare attentamente l’età degli avventori ed evitare assolutamente la vendita e la somministrazione di alcol ai minori. Certo – conclude Racca – , spiace dover constatare che molti giovanissimi giungono alle feste portando al seguito bottiglie di superalcolici che cercano di introdurre nelle aree delle manifestazioni, oppure di nascondere all’esterno per evitare i controlli della “security” e delle forze dell’ordine, per poi riprenderle all’uscita e concludere così la festa incuranti delle conseguenze per la loro salute e la loro sicurezza». Un richiamo, quello del capo della polizia di Bolzano, che può idealmente essere esteso ai genitori, troppo spesso poco attenti a dove vanno a divertirsi i figli, a come lo fanno e con chi lo fanno. E, perché no?, può essere interpretato come un invito alle amministrazioni a vagliare sempre con attenzione le richieste di autorizzazioni per eventi in cui è previsto il coinvolgimento di giovani e giovanissimi. La posta in palio è troppo alta per commettere leggerezze.