IL CASO

Comuni, braccio di ferro sulle centrali 

Bolzano e Merano chiedono al Consorzio un aumento dei finanziamenti. Caramaschi: calcolare l’esatto gettito dell’energia

di Francesca Gonzato

BOLZANO. Autunno, tempo di trattative tra Comuni sui finanziamenti per il prossimo anno. Bolzano e Merano si alleano per chiedere una revisione dei criteri che concorrono a definire il proprio stanziamento. Il braccio di ferro riguarda gli introiti derivanti dalle centrali idroelettriche, grazie alle quote di Alperia detenute dai due Comuni. Il tema è stato sollevato al Consorzio dei Comuni dal sindaco Renzo Caramaschi e dal collega meranese Paul Rösch.

Il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer avrebbe dovuto presentare una nuova proposta sul riparto della finanza locale. Assenti però lo stesso Rösch e il sindaco di Brunico, il tema non è stato affrontato. «Resto dunque in attesa di vedere se ci verrà presentata una proposta migliorativa, come abbiamo chiesto con forza», riferisce Caramaschi, che dal suo insediamento si è fatto un punto di onore di recuperare una parte dei finanziamenti persi in passato da Bolzano nella ripartizione tra Comuni. Già nel bilancio dell’anno scorso la trattativa era riuscita ad alzare il finanziamento destinato a Bolzano. Resta aperto però il fronte legato agli introiti dell’energia elettrica.

Tra i criteri previsti per l’assegnazione dei finanziamenti ad ogni Comune ci sono i dividendi delle centrali idroelettriche. «Il problema è che i criteri prevedono il guadagno teorico in base alla potenza delle centrali e non ai dividendi effettivamente incassati», spiega Caramaschi. E questo è appunto il problema che Bolzano e Merano, come soci di Alperia, stanno sperimentando dopo la fusione di Aew con Sel. Gli accordi sulla fusione avevano fissato un dividendo di 7 milioni all’anno per ognuno dei Comuni.

«Ma siamo arrivati a 3,5 milioni di dividendi», ricorda Caramaschi. Tra le cause, la diminuzione del costo dell’energia elettrica. «Non possiamo perderci due volte», è la sintesi, «perché ci entrano meno dividendi e perché perdiamo una parte di finanziamenti dalla Provincia». La trattativa sulla modifica dei parametri non è semplice. «C’è il problema delle piccole centrali, che non producono dividendi. Insomma, bisogna creare un sistema che vada bene a tutti», conclude il sindaco. Commenta il consigliere Claudio Della Ratta: «E’ semplicistico per la Provincia lasciare ai Comuni la decisione su come ripartire i fondi loro assegnati, consapevole che il capoluogo nonostante le indubbie maggiori necessità, non possa orientare le scelte che i più piccoli cercheranno di indirizzare a loro favore. La Provincia dovrebbe individuare un sistema ad hoc per il capoluogo».