La difesa contesta 

Dopo 8 anni a processo il ladro maldestro

Bolzano. A distanza di otto anni è finito sotto processo davanti alla giudice Carla Scheidle con l’accusa di essere l’autore di un furto perpetrato la sera del 14 novembre 2011 in un’abitazione di...

Bolzano. A distanza di otto anni è finito sotto processo davanti alla giudice Carla Scheidle con l’accusa di essere l’autore di un furto perpetrato la sera del 14 novembre 2011 in un’abitazione di Castelrotto. Sparirono gioielli per un valore di 5 mila euro. Si tratta di un pregiudicato vicentino di 51 anni, attualmente detenuto per altri reati e altre condanne. Ieri mattina ha voluto assistere di persona alla prima udienza del processo per un colpo che nega di aver mai compiuto. L’uomo venne incriminato e rinviato a giudizio sulla base di precise indicazioni scientifiche sul Dna rilevato in un berretto di lana che il ladro perse fuggendo attraverso una finestra dell’appartamento. Fu il proprietario dell’immobile a trovarlo nel prato nei pressi del caseggiato e a consegnarlo ai carabinieri. Il tentativo di dare un volto ed un nome al ladro portò, su base scientifica, all’incriminazione del pregiudicato vicentino. Ieri alla ripresa del processo l’avvocato difensore Nicola Canestrini (con il consulente Fabio Boscolo di Pergine) ha contestato alla radice l’attendibilità del risultato scientifico ottenuto dai Ris, il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri. In un acceso confronto con il perito l’avvocato ieri ha sostenuto che i metodi scientifici adottati dai Ris sarebbero sbagliati. L’elaborato tecnico fornito al giudice indica che l’ipotesi che la traccia del Dna sia riconducibile all’imputato è mille miliardi più probabile dell’ipotesi contraria.