«Liberi e uguali»: usciamo da questo sistema bloccato 

Il movimento di Pietro Grasso si candiderà alle politiche: no ad accordi con il Pd Di Biasio: «In Alto Adige è ora di chiudere con Pd e Svp, è necessario cambiare»

di Francesca Gonzato

BOLZANO. Vogliono essere la sinistra di italiani e sudtirolesi, giovani e chi segue la politica da decenni, chi ha smesso di votare. «Liberi e uguali» inizia a muoversi anche a Bolzano. È il movimento che ha scelto Pietro Grasso come candidato premier e nasce dall’accordo di tre realtà, Mdp, Sinistra italiana e Possibile. Un incontro tra una parte della sinistra italiana ed ex Pd come Bersani, Speranza e D’Alema (Mdp) da un lato e Civati (Possibile) dall’altro. «Ci candideremo alle politiche in tutti i collegi», perché ogni voto conta e traina anche la lista proporzionale», anticipa Luca Di Biasio. E il voto delle politiche trainerà quello delle provinciali di ottobre 2018. «L’ambizione è essere una sinistra forte, punto di riferimento per il mondo italiano e sudtirolese», ribadisce Di Biasio, che proviene da Si, «Più saremo forti, più avremo la possibilità di incidere sul “sistema” Altoadige, che è il sistema bloccato di Svp e Pd, alleati quasi per forza, in cui i rapporti di potere sono del tutto a favore dei primi. Questa alleanza blindata tiene in scacco la nostra provincia, che non riesce a esprimere nulla di creativo, di innovativo, dalla scuola bilingue al lavoro all’accoglienza dei migranti, la proporzionale, i diritti di cittadinanza e la tutela dell’ambiente. Sono sicuro che sulla scuola bilingue, svolta necessaria, il Pd vorrebbe osare di più, ma non può».

A Bolzano la prima uscita pubblica, quando ancora non si chiamavano «Liberi e uguali» è di fine novembre, al Circolo della Stampa, con Mdp, Possibile e Sinistra italiana rappresentati al tavolo da Bruno Firmani, Michal Matejka e Luca Di Biasio. In platea militanti, come Guido Margheri e Roberto Schiavo, e osservatori interessati, dall’ex assessore Luigi Gallo a Cornelia Brugger. È in arrivo Florian Kronbichler. Il deputato ha creduto fino all’ultimo nell’operazione di Giuliano Pisapia, una sinistra agganciata al Pd. Pisapia non ce l’ha fatta. Kronbichler il 22 dicembre parteciperà a un evento con Laura Boldrini in cui la presidente della Camera dovrebbe annunciare l’adesione a «Liberi e uguali». Con Pisapia ancora in campo, Kronbichler aveva coltivato un progetto. «Un candidato di coalizione nel collegio di Bolzano, il verde Riccardo Dello Sbarba sarebbe stato perfetto», racconta Kronbichler, che ne aveva parlato con Bressa. Quel capitolo è chiuso. «Liberi e uguali» anche in Alto Adige non stringerà accordi con il Pd. «Se ci cercano è per avere una sponda, per garantirsi qualche voto in più per i loro candidati», dice Di Biasio. Rifondazione comunista, non si fida, pensa che dopo il voto Grasso tratterà con il Pd e si tiene fuori. I Verdi sono tra i protagonisti di questa storia. La sinistra bolzanina di «Liberi e uguali» vorrebbe replicare l’alleanza che nel 2013 portò all’elezione di Kronbichler (che non si ricandiderà). Si sono parlati diverse volte. Il punto è che i Verdi italiani entreranno nella coalizione di centrosinistra con il Pd. I Verdi bolzanini sono autonomi, ma devono pesare i passi. Ieri delegazione locale a Roma per un vertice dei Verdi. «Ci piacerebbe molto averli con noi, ma non possiamo forzare», dice Di Biasio. Uscito dal Pd, Salvatore Cavallo ha trovato la sua nuova casa politica in Mdp. «Vedo la sofferenza di molti rimasti nel Pd. Liberi e uguali può essere una soluzione per tante persone che hanno smesso di votare». Del gruppo fa parte Vanda Carbone: «Nel Pd non potevo più stare. Non voglio rinunciare ai miei valori. È vero che il mondo è cambiato, ma non posso rassegnarmi all’idea che ci troviamo di fronte ai nuovi schiavi del lavoro o che l’assistenza ai più deboli sia un optional». Altri arrivi? Luisa Gnecchi finora resta al suo posto nel Pd. «Arriveranno altri dal Pd», risponde Di Biasio, «ma il punto sono i giovani. Ci avvicinano ragazzi italiani e sudtirolesi, cosa chiedere di meglio?».

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