IL PERSONAGGIO

Messner: lascio dopo 15 mila bebè 

Il primario va in pensione il 31 dicembre: «Esperienza emozionante ma ora volto pagina»

di Valeria Frangipane

BOLZANO. «É di poche ore fa il mio ultimo taglio cesareo. E l’ultimo giorno dell’anno sarà anche il mio ultimo giorno di lavoro. Lascio l’ospedale. Avrei potuto restare fino al 2019 ma preferisco andare. La mia è stata un’esperienza emozionante, una corsa ed una scommessa professionale lunga quarant’anni, ma nella vita c’è dell’altro. Ho moglie, tre figli, un sacco di amici che ho trascurato e poi c’è lo sport. Ho bisogno di tempo tutto per me, di libertà. Non accetto nuove proposte di lavoro».

Hubert Messner, classe 1953, se ne va. Dal 2007 è primario del reparto di Neonatologia e Terapia intensiva del San Maurizio - centro di riferimento per tutta la Provincia di Bolzano (circa 5600 nati all'anno) - che ha contribuito a inventare. In 40 anni ha curato 15 mila bambini - tra prematuri e neonati patologici - che oggi godono di una vita piena, assolutamente normale. Ha messo in piedi un reparto tra sala parto, nido, terapia intensiva e servizio di trasporto che ha ottenuto da "ThatMorning Italia" una valutazione pari a 7 che l’ha collocato di diritto tra i reparti d'eccellenza italiani.

Ma adesso saluta.

«La Neonatologia - racconta Messner - ha subito accelerazioni incredibili, direi quasi impensabili. Negli anni Settanta non si riuscivano a trattare i neonati sotto i mille grammi. Ce la faceva chi riusciva a respirare da solo... non c’erano i mezzi. Negli anni Ottanta la tecnologia ci ha permesso di svoltare ed abbiamo iniziato a trattarli. Negli anni Novanta la medicina è riuscita a curare tutti i bambini dalle 24 settimane in su con un peso di 500 grammi e dal Duemila ad oggi siamo scesi a 23 settimane e 400 grammi. Grazie ai farmaci, ai macchinari ed alla preparazione superspecialistica dei medici siamo arrivati al limite massimo sotto il quale non è possibile andare». Messner è entrato al San Maurizio del 1978 dopo la laurea ad Innsbruck. «Mi hanno preso come tirocinante e siccome l’assunzione non arrivava mai stavo per andarmene in Svizzera. Ma Giuseppe Mengarda, il primario che ha sempre creduto in me, si è “inventato” un posto per il “trasporto neonatale” e da lì è iniziata la mia storia».

Messner nel 1997 è diventato viceprimario di Pediatria (il primario era Klaus Pittschieler) e poi nel 2007 primario. Ricordiamo che Neonatologia esisteva già ma non come singolo reparto, perchè viveva dentro Pediatria. «All’inizio eravamo 2 medici, oggi siamo in 13 con una quarantina di infermieri dedicati. Un team con il quale sono orgoglioso di aver lavorato e che lascio - questo sì - con un dispiacere». In Alto Adige oggi nasce in media un prematuro al giorno. Il bimbo prematuro è quello che un genitore non si aspetta perché la strada si fa subito in salita. Il numero è alto perché sempre più spesso le donne che prima studiano e poi lavorano hanno il primo bebè dopo i 35 anni. Insomma i prematuri aumentano perché aumentano le cosiddette "primipare attempate" ed i rischi si fanno maggiori perché cresce il ricorso alla fecondazione assistita. Messner - spiega che i bimbi nati prima della 37esima settimana sono più a rischio di altri per problemi polmonari, neurologici e per infezioni di vario tipo. Se dieci anni fa in Alto Adige i prematurierano tra l'8 ed il 10% del totale oggi la percentuale si attesta fra il 10 e il 12%. I bambini nati prima della 32 esima settimana di gestazione e con un peso inferiore a 1.500 grammi, costituiscono poi gli "ultra pretermine". «Devo dire che a Bolzano siamo riusciti a sfondare il numero delle 23 settimane di gestazione, che considero il limite assoluto di sopravvivenza».

Dottore, lei volta pagina, chi reggerà Neonatologia? «C’è già stato il concorso, spero che l’Asl nomini il mio successore prima di Natale». Farà ancora il medico? «Credo di no, gliel’ho detto, voglio proprio cambiare vita».