Muser incontra i gay: basta discriminazioni

Il vescovo riceve gli esponenti di Centaurus: «La Chiesa non esclude i cristiani omosessuali, ma no al matrimonio»


di Susanna Petrone


BOLZANO. In vent’anni non era mai successo che esponenti dell’associazione Centaurus (gay e lesbiche dell’Alto Adige) venissero accolti da un vescovo. È successo ieri pomeriggio. Un incontro storico, che ha avviato un dialogo tra due mondi, che spesso e volentieri si scontrano. Per un’ora il vescovo Ivo Muser ha risposto alle domande dei due portavoce dell’associazione: Andreas Unterkircher e Martine De Biasi. Il bilancio è stato positivo per entrambe le parti.

A fine incontro, infatti, il presule ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro: «Ogni persona va rispettata. Sono assolutamente contrario alla discriminazione. La violenza va sempre condannata. Ovvio che su alcune tematiche abbiamo idee diverse. Ma solo attraverso il dialogo possiamo essere costruttivi».

I rappresentanti di Centaurus hanno chiesto di poter incontrare il vescovo per un motivo preciso: «Molti dei nostri iscritti sono di fede cristiana - racconta Martine De Biasi -. Alcuni di loro sono combattuti. Non si sentono accettati dalla Chiesa. Avvertono un disagio nell’essere omosessuali e cristiani allo stesso tempo».

Il presule ha risposto senza tentennare: «Non sono esclusi. Ognuno di noi è invitato a scoprire la volontà di Dio e a farlo nelle rispettive condizioni. Da parte mia posso solo confermare che la porta sarà sempre aperta». Durante l’incontro il vescovo Muser ha spiegato che «Dio ama una coppia, anche se è gay». Sul comportamento che la curia ha nei confronti di preti o seminaristi omosessuali, monsignor Muser non ha voluto dare una risposta chiara: «Penso che vada valutato ogni singolo caso - precisa -. Il sacerdote deve ricordarsi che ha fatto una scelta: ha scelto il celibato. Ma soprattutto: deve sostenere il sacramento del matrimoni tra uomo e donna. Un sacramento che non potrà mai essere concesso a una coppia dello stesso sesso. Ogni amore ha bisogno di regole». Nel 2009 monsignor Karl Golser si era espresso a favore di una regolamentazione giuridica delle coppie di fatto anche se dello stesso sesso. Muser si è limitato a dire che: «Io difendo il mio Credo e per questo motivo userò le mie forze per sostenere le famiglie composte da uomo e donna. A livello giuridico, è lo Stato che deve decidere sul da farsi. Io non mi posso intromettere». Unterkircher e De Biasi hanno ringraziato il vescovo, con il quale ci saranno ulteriori incontri: «È un uomo di grande apertura - dicono -. Ha fatto un primo passo. Un dialogo che continuerà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Altre notizie

Attualità