Nella chiesa dei Domenicani c'è la pala del Guercino

Mistero su dove sia finito il sipario rosa fatto fare dal Comune a Crippa

di Ettore Frangipane

 BOLZANO. Che Bolzano si sia persa un Lucio Fontana battuto a 630.000 euro da Christie's non è cosa che possa stupire. Può stupire, semmai, che il bassorilievo si trovasse, dimenticato, nell'atrio di un albergo; può stupire che mentre nel rinato (?) Museo civico si valorizzano cose di scarso spessore artistico, non ci sia spazio né menzione per l'opera di un grande dell'arte moderna. Ma Lucio Fontana è (era?) in buona compagnia qui a Bolzano. In questi giorni a Roma, in palazzo Barberini, s'è aperta una prestigiosa mostra temporanea dedicata a Giovan Francesco Barbieri (1591-1666), detto il Guercino, pittore emiliano nato a Cento e defunto a Bologna. Sue opere si trovano in Gran Bretagna (tra l'altro National Gallery), Francia (tra l'altro Louvre), Stati Uniti, Germania, Belgio, Ungheria, Vaticano, Polonia, Irlanda, Spagna (tra l'altro Escurial), Russia (tra l'altro Ermitage), Olanda, Svezia, Austria e Svizzera. Una "sepoltura di Santa Petronilla" già esposta in San Pietro si trova ora nei musei Capitolini. In Italia la sua presenza è diffusa, a cominciare dalla pinacoteca di Bologna per finire a... Bolzano. Sissignore. Perché Bolzano ha, ma non lo sa, una bella pala del Guercino che si trova nella chiesa dei Domenicani, nella cappella di sinistra. Ne narrò la storia Guido Canali in un articolo apparso ne "La Provincia di Bolzano" il 18 settembre 1937. "Sappiamo da una lettera diretta dai Padri Domenicani al Magistrato (mercantile di Bolzano) che ancora nell'anno 1652 la cappella non era del tutto compiuta". Poiché i religiosi sollecitavano l'esecuzione dei lavori, la Contrattazione dei Mercanti autorizzò il Console dell'anno successivo, Bernardino Borno di Verona, a provvedere anche in merito alla pala d'altare. Da una lettera di questi, in data 4 dicembre 1654, ai nuovi Magistrati, risulta che egli aveva commissionato l'opera, per tramite di certo Vaccari di Bologna, al "Sr. Gio. Fran.co Barbieri da Cento, ora per comun grido il maggior Pitor d'Italia". Il Magistrato bolzanino s'impegnò di versare al Vaccari 500 fiorini, 100 da corrispondersi subito al pittore, "il resto da somministrarsi in seguito, conforme l'andamento dell'opera". Il tema della pala è la visione di Soriano, ossia la "discesa miracolosa dell'effigie di San Domenico a Soriano Calabro". Tutto quello che i bolzanini e soprattutto i turisti sanno di quest'opera è che, per vederla illuminata, bisogna inserire 50 centesimi in un'apposita fessura. Ma c'e dell'altro a Bolzano, e ci riferiamo a Luca Crippa, pittore, scenografo e bozzettista di costumi per spettacoli televisivi e oltre trecento rappresentazioni nei maggiori teatri italiani, tra i quali il San Carlo di Napoli, il Carlo Felice di Genova, il Comunale di Bologna, la Pergola di Firenze, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l'Opéra di Parigi, la Piccola Scala di Milano e avanti elencando, fino ad arrivare... al Teatro Stabile di Bolzano. Sissignori, perché quando il "Carrozzone" di Fantasio Piccoli giunse a Bolzano e vi si fermò recitando in sale arrangiate (al Conservatorio, per esempio) il Comune commissionò a Crippa un delizioso sipario rosa, sul quale volteggiavano leggere e aeree figure di maschere. Dove si trova quel sipario dimenticato?