Pd, ultimatum ai morosi: Bizzo contesta il conto da 30 mila euro

Pietro Calò ha iniziato il lavoro come nuovo tesoriere del Pd. Senza più finanziamento pubblico, il Pd deve fare i conti con entrate ridotte quasi solo ai versamenti degli eletti. E riparte il...

Pietro Calò ha iniziato il lavoro come nuovo tesoriere del Pd. Senza più finanziamento pubblico, il Pd deve fare i conti con entrate ridotte quasi solo ai versamenti degli eletti. E riparte il pressing sui morosi. Calò (foto) ha presentato ieri alla assemblea provinciale la lista dei crediti, che ammontano a 50 mila euro da parte di 5 eletti. Calò, che non ha fatto nomi, ha annunciato di avere inviato le lettere ai «morosi», dando una settimana per appianare i debiti. La posizione più pesante riguarda il presidente del consiglio provinciale Roberto Bizzo, cui vengono contestati arretrati per circa 32 mila euro. Bizzo contesta il metodo di calcolo: «Non ritengo giusto che la percentuale del mio contributo vada calcolata sulla mia indennnità lorda, che comprende anche i contributi previdenziali, a differenza dei lavoratori dipendenti». In base allo statuto del Pd, i morosi non possono essere candidati. E le provinciali si avvicinano.