Prestava soldi senza autorizzazione: condanna a un anno

Attività finanziaria abusiva: nei guai il bolzanino Conte, non era iscritto all’albo professionale. Multa di 8 mila euro

BOLZANO. Per svolgere attività finanziarie, con prestiti di denaro o consulenze di vario tipo, è necessario essere iscritti ad uno specifico albo professionale. Chi opera senza la necessaria qualifica commette un reato di natura penale.

Se n’è accorto un bolzanino che opera nel settore da diversi anni e che era finito nel mirino della magistratura proba bilmente a seguito della segnalazione di qualche operatore qualificato che non ha gradito la concorrenza «abusiva» sul mercato. E’ la vicenda che ha portato davanti ad un giudice il bolzanino Antonio Conte di 70 anni. Non si è improvvisato promotore finanziario negli ultimi anni, ma da tempo operava pensando di non incappare nei rigori della legge.

In realtà dopo la segnalazione inviata alla magistratura nei suoi confronti, l’uomo è stato sottoposto ad una minuziosa indagine che ha portato ora ad una condanna disposta dalla giudice Carla Scheidle.

La sentenza è stata più pesante della richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero. Il rappresentante della pubblica accusa, infatti, aveva chiesto una condanna a sei mesi. La giudice è stata più severa ed ha inflitto ad Antonio Conte un anno di reclusione (con i benefici di legge e dunque la sospensione condizionale) oltre ad una multa di 8 mila euro.

Gli anni contestati, relativi all’attività risultata abusiva erano sei. Per i fatti contestati degli anni 2003 e 2004, però, Antonio Conte è riuscito a cavarsela senza ripercussioni giudiziarie in quanto la giudice ha disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

Sono invece rimasti in piedi i fatti contestati relativi agli anni dal 2005 al 2008. Si tratta di anni nel corso dei quali l’imputato avrebbe effettuato prestiti (dunque finanziamenti finanziari senza alcuna autorizzazione) per circa 244 mila euro. Una som ma rilevante che ha indotto la giudice Carla Scheidle a sanzionare in maniera adeguata l’attività professionalmente illegittima. L’iscrizione all’albo (previo esame) è considerata necessaria come prova della necessaria preparazione a tutela degli stessi clienti.(ma.be.)

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