Ribetto: «Infermieri, vita difficile» 

Nursing Up scrive alla Provincia per spiegare le motivazioni dello sciopero

BOLZANO. «Che le condizioni di lavoro di infermieri e di molti alti professionisti della sanità siano particolarmente difficili lo dimostra il fatto che, nel giro di un solo mese, anche in Alto Adige sono stati molti quelli che hanno aderito ad uno sciopero nazionale. Nemmeno il progredito e ricco Alto Adige, insomma, garantisce loro condizioni migliori rispetto al resto del Paese». A parlare è Massimo Ribetto, consigliere referente per la regione Trentino Alto Adige del sindacato Nursing Up, riassumendo il contenuto della lettera inviata ieri all’assessore provinciale alla sanità Martha Stocker per spiegare i motivi dello sciopero di 48 ore (giovedì 12 e venerdì 13 aprile) e chiedere interventi urgenti da parte della Provincia. I dati sull’adesione non sono eclatanti (50 gli infermieri che hanno incrociato le braccia il primo giorno, 44 il secondo), ma qualche ripercussione c’è stata con rallentamento delle attività operatorie a Merano, a Bolzano e anche a Bressanone. «Le ragioni – scrive Ribetto nella missiva – sono semplici e hanno a che fare con le caratteristiche intrinseche all’essere “professionista sanitario” e alle condizioni del disagio con cui questi professionisti sono costretti a confrontarsi quotidianamente nella nostra Azienda Sanitaria, praticamente allo stesso modo che nel resto delle altre regioni italiane. Una causa tra tutte è la grave carenza di persona che è forte causa di demotivazione». Secondo il sindacalista, molti dei disagi sono legati al fatto che «molti dirigenti a tutti i livelli non hanno ancora le idee chiare sul concetto di professione sanitaria “non medica”.Evidentemente, tutto questo non è ancora chiaro anche alla politica che da un lato investe milioni di euro nella Scuola Claudiana e in campagne pubblicitarie per reperire queste professionalità, ma dall’altra non si è ancora attivata nel rinnovare il contratto a queste professioni. Il sindacato Nursing Up – conclude Ribetto nella sua lettera – è convinto che ci sia bisogno di scelte politiche nuove, “fresche” e coraggiose per poter apportare un cambiamento all’odierna situazione. E auspica che la Provincia di Bolzano voglia tutelare e “prendersi cura” dei suoi professionisti.

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