Una guida per (ri)scoprire i nostri musei 

In edicola a soli 8,80 euro (più il costo del giornale): un tesoro immenso in tutto il Triveneto

BOLZANO. Agosto tempo di vacanze, quale occasione migliore per scoprire tesori nascosti anche poco lontano da noi? Utile a questo scopo una pubblicazione che i nostri lettori trovano da oggi in edicola a soli 8,80 euro (più il costo del quotidiano). Si tratta della «Guida ai musei da riscoprire del Triveneto». Per i visitatori più esigenti, per chi voglia trascorrere una giornata diversa alla scoperta di un patrimonio culturale talvolta poco noto, che va sicuramente valorizzato, il Triveneto è ricco di piccoli musei assai curati e che meritano di essere scoperti, riscoperti, visitati e valorizzati. Che l’Italia sia un Paese ricco d'arte e di cultura è cosa nota: le nostre città sono costellate di raccolte d’arte, musei, siti archeologici, chiese e palazzi assai preziosi e globalmente noti. Ma nella provincia spesso si trovano anche dei piccoli scrigni che nascondono grandi tesori: musei spesso fuori dai grandi circuiti, a volte anche negli stessi capoluoghi che attirano orde di turisti, ma che purtroppo talvolta non si ha tempo di visitare o che ancora in pochi conoscono perché inaugurati di recente. Alcuni davvero unici nel loro genere, costituiscono un patrimonio culturale che merita di essere valorizzato e conosciuto, non solo dagli appassionati di itinerari turistici alternativi. Nella guida vengono raccontati alcuni di questi luoghi, spesso assai curiosi, tutti meritevoli di una visita. Molto più diffusi di quanto si creda, ad esempio, i Musei Etnografici, come quello Carnico o di Sappada, sono quanto mai fondamentali perché, grazie a collezioni di oggetti o ricostruzioni, documentano vari aspetti della vita tradizionale di varie aree del nostro Paese; di notevole interesse anche quelli più recenti ed innovativi, come quello di nuova generazione di Storia della Medicina di Padova. Tra le istituzioni descritte, i musei che raccontano la Storia della Farmacia a Bressanone, della Follia nell’Isola di San Servolo a Venezia, della Scuola a Bolzano o quelli dedicati ad antichi mestieri, come il Museo della Latteria o della Tipografia.

Da non perdere la prima collezione di aerei a Museo Caproni) o il Museo delle Donne a Merano che, grazie all’esposizioni di oggetti di uso quotidiano, abiti e accessori, racconta la storia della donna e il suo ruolo sociale ieri e oggi, il museo della Giostra, dell’Opera a Verona, dell’Arte Fabbrile a Maniago, dell’Orologeria, della Grappa a Bassano, dell’Africa a Verona, della Navigazione fluviale e degli Zattieri del Piave; molto istruttivi e coinvolgenti quelli che tramandano il giusto ricordo di grandi tragedie come la Grande guerra e il Vajont.

Infine le case - museo come quella di Matteotti nel Polesine o di artisti contemporanei come quella di Toni Benetton vicino a Treviso o Casa Andrich nella suggestiva Isola di Torcello, con vista sul volo dei fenicotteri.