MERANO

Il «trucco della sciarpa» per rubare in gioielleria

Due donne hanno cercato di arraffare monili in un negozio del centro Il proprietario le ha fatte uscire a mani vuote: il tentato furto ripreso in un video

di Sara Martinello

MERANO. Due donne ben intabarrate entrano in una gioielleria, chiedono al proprietario di mostrare loro gli oggetti più disparati e, mentre quest’ultimo è distratto, coprono un rotolo di catenine con una sciarpa, tentando poi di camuffare l’agguantamento della custodia di preziosi.

È quanto è successo in una gioielleria del centro di Merano, i cui proprietari però sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti delle due aspiranti ladre attraverso il filmato della telecamera di sorveglianza del negozio. La vicenda risale a un pomeriggio di pochi giorni fa.

«Appena sono entrate – testimonia il proprietario della gioielleria colpita – ho capito che qualcosa non andava. Erano ben coperte, certo per il freddo, ma tenevano i cappelli calati sugli occhi». Come si nota dalle riprese della telecamera di sorveglianza, una portava un cappello marrone, un cappotto nero e dei guanti rossi, l’altra un cappello nero, un piumino blu e una sciarpa dello stesso colore. La prima non superava la trentina, la seconda dimostrava qualche anno di più. La descrizione potrebbe accendere un campanello d’allarme anche in altri negozianti altoatesini, visto che da quanto l’uomo racconta i ladri si spostano rapidamente tra le città della provincia. «Parlavano italiano, senza alcuna inflessione particolare. Mi hanno chiesto una catenina per il diciottesimo compleanno di una nipote, al che ho estratto il rotolo, appoggiandolo sul bancone. Poi mi sono voltato a guardare qualcosa che mi stavano indicando: una di loro ha agguantato il rotolo chiuso, ma subito ha mollato la presa. Senza però riuscire a rimettere il rotolo nella posizione originaria, così mi sono accorto dell’incongruenza. Hanno fatto per andarsene, poi si sono girate e sono tornate alla carica, chiedendomi informazioni su alcune cornici e su vari oggetti sparsi per le vetrinette del negozio».

A questo punto il sospetto si fa sempre più forte, per un gioielliere di lunga esperienza. «Hanno scelto una cornice e mi hanno chiesto di incartagliela. Ma come mi sono chinato a prendere la carta da regalo, una delle due aveva già coperto con la propria sciarpa il rotolo rimasto sul bancone, mentre l’altra, indietreggiando, allungava la mano per prendere il rotolo delle catenine. Stavolta ho notato qualcosa con la coda dell’occhio: ho preso il rotolo e l’ho rimesso al suo posto, lontano dalle mani delle due donne».

Così, nonostante la destrezza, le due malintenzionate sono uscite dal negozio a mani vuote, non senza fingere che sarebbero tornate più tardi a ritirare la cornice incartata. Ma anche se fossero riuscite ad afferrare i preziosi, avrebbero dovuto fare i conti con i sistemi di sicurezza di cui ogni gioielliere si dota