MIGRANTI

Migranti, la conferenza delle Regioni sostiene la proposta Kompatscher

La conferenza delle Regioni fa propria la proposta di Arno Kompatscher: «Regole chiare per il rimpatrio, sistema di ripartizione nazionale per chi si muove via terra»

BOLZANO. La conferenza delle Regioni fa propria la proposta di Kompatscher. «Vogliamo fare la nostra parte e rispettare tutti gli obblighi di tipo umanitario e legati al diritto internazionale, ma c'è bisogno di un sistema di regole chiare, e soprattutto è necessario farlo rispettare».

Sono stati questi i passaggi chiave dell'intervento del presidente Arno Kompatscher tenuto questa mattina - 10 maggio - a Roma nel corso della Conferenza delle Regioni, chiamata a discutere di immigrazione in un punto all'ordine del giorno proposto proprio dalla Provincia di Bolzano.

La richiesta avanzata dal presidente altoatesino ha trovato l'appoggio dei governatori delle Regioni dell'Italia settentrionale, ma non solo, e la Conferenza ha deciso di convocare con urgenza la commissione interna che si occupa di immigrazione, fare proprie le richieste dell'Alto Adige, e poi presentarle al futuro governo nazionale.

Uno dei nodi-chiave è la mancanza, a differenza di ciò che avviene per gli sbarchi via mare, di un sistema di riparto nazionale (sulla base della consistenza della popolazione di ogni Regione) per i richiedenti asilo che raggiungono autonomamente l'Italia via terra da altri paesi europei oppure da altre parti del territorio nazionale.

«Il problema - ha detto Kompatscher - riguarda principalmente le Regioni di confine del Nord-Italia per motivi meramente geografici, e non vi è nessun motivo per trattare queste persone in maniera diversa rispetto a coloro che raggiungono l'Italia da sud attraverso la rotta del Mediterraneo».

Il secondo punto trattato dal Landeshauptmann alla conferenza delle Regioni riguarda la necessità di una «linea chiara e unitaria» nei confronti non solo di quei richiedenti asilo che si vedono negata in maniera definitiva la richiesta di protezione internazionale, ma anche di coloro che ottengono risposta positiva alla domanda ma sono prive di sistemazione in quanto, proprio in virtù del loro nuovo status, devono lasciare le strutture di accoglienza.