LA STAGIONE NUMERO 68

BOLZANO. “L’unica vera illusione”: all’insegna di questo efficace ossimoro il Teatro Stabile di Bolzano ha alzato ieri il sipario virtuale sulla sua stagione numero 68 (quello reale si alzerà l’8...

di Fabio Zamboni

BOLZANO. “L’unica vera illusione”: all’insegna di questo efficace ossimoro il Teatro Stabile di Bolzano ha alzato ieri il sipario virtuale sulla sua stagione numero 68 (quello reale si alzerà l’8 novembre con una attesissima produzione dedicata alla vita del jazzista maledetto Chet Baker). Un logo certamente riuscito, quello di quest’anno. E a Walter Zambaldi piace sottolineare quell’aggettivo “vera”: «Le altre sono vere illusioni, che so, la politica, l’amore, eccetera. Il teatro è una illusione vera, concreta, tangibile…».

Ma questo è solo il palcoscenico ideale su cui si annuncia una stagione che promette davvero molto. Al Teatro di Piazza Verdi andranno in scena dieci spettacoli, a partire da “Tempo di Chet” con la band di Paolo Fresu ad affiancare un bel cast di attori sotto la guida di Leo Muscato; altra produzione dello Stabile due settimane dopo con un “Macbeth” riletto da Serena Sinigaglia avvalendosi anche della Compagnia Regionale; poi, in dicembre, l’atteso ritorno di Moni Ovadia con una rinnovata versione del suo teatrocanzone qui intitolato “Dio ride”; in gennaio il ritorno di Franco Branciaroli nei “Miserabili” di Victor Hugo con la regia di Franco Però; un classico più recente sarà “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde con la compagnia del Teatro dell’Elfo; classico più classico “Il Gabbiano” di Cechov firmato Sciaccaluga e in programma a marzo; a fine gennaio torna in scena Michele Placido accanto ad Anna Bonaiuto per i “Piccoli crimini coniugali” di Eric-Emmanuel Schmitt; in maggio Natalino Balasso sarà protagonista di una radicale rilettura del goldoniano “La Bancarotta”.

A completare il cartellone del Teatro di piazza Verdi due spettacoli... spettacolari: una Turandot immaginifica diretta da Marco Pini con l’Opera di Pechino e un ensemble italo-cinese, e lo “Slava’s Snow Show” con una dozzina di repliche dovute alla popolarità del più grande clown del pianeta, il russo Slava.

Insomma, lo Stabile di Zambaldi, che si ripresenta al via sfoggiando la medaglia di primo classificato tra i venti Teatri di rilevanza nazionale, conferma in questo primo anno del secondo triennio progettuale monitorato dal Ministero, con le carte in regola per ambire ad allargare pubblico e consensi. Come? Con un sapiente equilibrio fra classici e testi contemporanei, mantenendo una vocazione alla promozione della drammaturgia contemporanea. Che avrà spazio nel teatro di piazza Verdi ma anche – ed ecco la novità più succulenta di quest’anno – nella parallela stagione al Teatro di Gries. Dove andranno in scena quelli che non si chiameranno più “Altri Percorsi” ma Stagione Gries. Con sei titoli ad alto richiamo, da Ascanio Celestini a Mario Perrotta.

Altra novità, un maggior impegno produttivo, con le “residenze” di Marco Paolini (progetto Wordbox in vista dello spettacolo vero e proprio in cartellone l’anno prossimo), della Ribalta con l’ Otello Circus al Cristallo, e di Mario Perrotta con uno spettacolo che debutterà al Piccolo di Milano.

La crescita dello Stabile di Bolzano anche oltre i confini provinciali è testimoniata dalla grande richiesta delle sue produzioni: lo spettacolo inaugurale su Chet Baker si è già garantito repliche per le prossime tre stagioni in tutt’Italia, e lo stesso accadrà ai lavori di Mario Perrotta e Marco Paolini.

E comunque quando si parla della stagione del Tsb bisogna sottolineare anche la capillarità del lavoro sul territorio – le stagioni di Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico – e l’enorme lavoro di coinvolgimento di giovani e giovanissimi con il progetto formativo Officina Teatro, che ogni anno coinvolge 45 mila ragazzi delle scuole di ogni ordine.

Ultimo ma non ultimo, il prezioso dettaglio di una campagna abbonamenti che sa vendere bene la “merce” proposta: prezzi politici per gli abbonamenti annuali e triennali, da riconfermare fino al 9 ottobre e da acquistare a partire dal 6 novembre, ingressi singoli vantaggiosi anche e soprattutto per i giovani, una miniera dentro la quale lo Stabile di Bolzano sta scavando al meglio per garantirsi il futuro.

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