30 ANNI FA L’ORO IRIDATO DI FONDRIEST

28 agosto 1988: Maurizio Fondriest è campione del mondo. A ventitré anni e mezzo di età indossa la maglia iridata dei professionisti. Il finale del mondiale, corso nella belga Renaix, è rocambolesco....

28 agosto 1988: Maurizio Fondriest è campione del mondo. A ventitré anni e mezzo di età indossa la maglia iridata dei professionisti. Il finale del mondiale, corso nella belga Renaix, è rocambolesco. Uno sprint a tre decide chi seguirà nell’albo d’oro Stephen Roche. Nel 1987 l’irlandese aveva inanellato i successi al Giro d’Italia, al Tour de France e al Mondiale, eguagliando Eddy Merckx, autore di questa impresa nel 1974.

Il rettilineo conclusivo di Renaix è in leggera salita. Il terzetto che, nel finale, ha promosso l’azione decisiva è formato da Claude Criquelion (campione di casa, iridato nel 1984 a Barcellona), Steve Bauer (argento olimpico a Los Angeles e bronzo mondiale nell’84 sul circuito del Montjuic) e Maurizio Fondriest (superato nella primavera del 1988 dal solo Fignon alla Sanremo, terzo in estate nel campionato italiano vinto da Gavazzi su Saronni, primo nella tappa di Monte Urano alla Tirreno-Adriatico).

Lo sprint che vale il Mondiale viene lanciato a ridosso delle transenne, troppo a ridosso, da Bauer e Criquelion. È gomito a gomito. Il belga sbanda leggermente ma quanto basta perché la ruota anteriore della sua bicicletta centri la base in cemento di una transenna. Finisce ruote all’aria. Alle spalle dei due, Fondriest (a sua volta impegnato nello sprint) con un guizzo da autentico fuoriclasse supera i suoi avversari e vince. Alza le braccia al cielo tra gioia e un pizzico d’incredulità. Tra i primi ad abbracciarlo c’è suo papà Cornelio, legato da sempre al mondo del ciclismo.

Undici anni dopo San Cristobal, un trentino veste nuovamente la maglia con i colori dell’arcobaleno. Il 4 settembre del 1977 in Venezuela, Francesco Moser, aveva piegato la resistenza del tedesco Didì Thurau e aveva cancellato la delusione dell’anno prima quando, a Ostuni, si era dovuto accontentare di vedere la schiena di Freddy Maertens e di mettere al collo la medaglia d’argento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA