Pekka Tuokkola, il portiere con la valigia 

Hockey Ebel. Ha iniziato la stagione in Finlandia, poi Vienna, nuovamente in Finlandia e poi a Bolzano dove è protagonista

di Thomas Laconi

BOLZANO. Quando il destino chiama bisogna farti trovare pronti. Sempre e comunque. Come un certo Pekka Tuokkola, il portiere con la valigia sempre in mano, freddo come un ghiacciolo, uno anche capace di emozionarsi, ma solo da quando il pubblico del Palaonda lo ha eletto giustamente a beniamino indiscusso. E´ passato un pò di tempo, ma Pekka è ancora in pista, pronto a giocarsi le sue carte fino alla fine. Tuokkola adesso è qui, carico come una molla, le statistiche lo premiano alla grande e forse quello shut-out in gara sei contro Klagenfurt, la più difficile perché c’era da chiudere una serie contro una squadra con l’acqua alla gola, è il premio più meritato per un goalie umile e una costanza fuori dal comune. Riparte dal clamoroso 94,5% di parate nei playoff il portierone biancorosso, che ora ritroverà Vienna e intanto si gode la vendetta contro quel Klagenfurt, che due anni orsono decise di dargli il benservito dopo due annate in chiaroscuro. Eppure la stagione più pazza del portiere del Bolzano rischia di diventare la migliore della sua carriera. La storia comincia male. Dopo un'annata passata trascorsa in Liiga, a casa sua, Tuokkola riparte senza contratto. E` fermo, fino al 7 di ottobre, quando proprio da Vienna, guarda caso, arriva una chiamata importante: Lamoureux è fermo ai box per un mese, i campioni Ebel cercano un sostituto e a Kagran la scelta ricade su di lui. Nella capitale Tuokkola gioca sei gare, poi il contratto a termine finisce e il portiere torna a casa, in Mestis, la seconda lega finlandese, non sapendo che il bello doveva ancora venire. A Bolzano, intanto, si consuma un romanzo che sembra quasi un degno elogio al maestro Stephen King. I Foxes sono in crisi, la squadra non gira, Pat Curcio le prova tutte e alla fine a pagare il conto è Marcel Melichercik. E´ il 30 ottobre, i tifosi sono in rivolta, al Palaonda c’è già il sostituto, Matt Climie, un ragazzone arrivato per non far rimpiangere il portiere slovacco. Il 31 ottobre Bolzano torna a vincere, piega Linz 4-2, Climie è maestoso e chiude la serata con il 92,3%. Resterà la prima e unica gara della sua avventura in Via Galvani. I legamenti dei ginocchio del corazziere canadese saltano, piove sul bagnato in casa Foxes, è tutto da rifare. In una settimana Bolzano perde due goalies, Smith è un buon back up e dunque serve il piano C. Nuova grana, nuovo intervento sul mercato. Al Palaonda è il turno del ceco Jakub Sedlacek, uno che impiega poco ad imporre il proprio talento e che sembra la soluzione a tutti i problemi. Peccato che in KHL qualcuno si sia accorto di lui e dopo sei gare, come quelle giocate da Tuokkola a Vienna, Bolzano perde anche il terzo estremo di una stagione che sembra davvero disgraziata. Arriva dicembre, Knoll non demorde e decide di pescare dal mazzo la carta il 34enne Tuokkola, al quale viene garantito un contratto a gettone fino a gennaio. Basta un mese all’entourage biancorosso per capire che la saracinesca finlandese è imprescindibile per questa squadra. Tuokkola firma fino al termine della stagione e Bolzano cambia volto. In panchina c’è Suikkanen, in porta il connazionale Pekka è semplicemente fenomenale. Arrivano i playoff, le statistiche passate del goalie non sono esaltanti, eppure succede qualcosa. Tuokkola questa volta si esalta, non è sempre impeccabile, certo, ma in gara 5 e 6 contro Klagenfurt è mostruoso e dopo i quarti di finale guida la classifica di rendimento dei portieri. La storia adesso prosegue.