Rischia di annegare a 38 anni nel lago 

Un altoatesino si è sentito male vicino alla zattera. Ha bevuto ed è stato salvato dai tre bagnini Diego, Alexander e Massimo

di Massimiliano Bona

MONTICOLO. Se non fosse stato per la prontezza e la reattività dei tre bagnini del Lido al lago Grande di Monticolo un 38enne altoatesino, di orine cinese, sarebbe sicuramente annegato nelle acque del bacino lacustre dell’Oltradige. L’allarme è scattato alle 17.30.

«Un bagnino - spiega il direttore dello stabilimento di Monticolo Thomas Thurner - che solitamente monitora la zona del lago in cui si tuffano soprattutto i nostri clienti più giovani ha sentito una disperata richiesta di aiuto. Ci ha messo un paio di secondi per capire esattamente da quale punto provenisse. Si trattava della zona in cui c’è la zattera dove i bagnanti prendono il sole e si gettano in acqua. A quel punto Diego (Camattari, il bagnino di Genova che per primo ha sentito le grida d’aiuto ndr) ha dimostrato nervi d’acciaio e ha messo in pratica alla lettera il protocollo di intervento imposto dalla Fin: tre fischi lunghi che sono serviti ad allertare gli altri due colleghi, Alexander e Massimo, in quel momento in servizio presso le piscine».

Camattari si è lanciato in acqua ed ha iniziato a dirigersi con ampie bracciate verso il 38enne che andava sott’acqua e poi riemergeva a fatica. Di sicuro - in quei secondi - ha bevuto parecchio. I due colleghi sono arrivati a supporto poche decine di secondi dopo. «Il 38enne - prosegue Thurner - era molto debole anche perché aveva bevuto ma per fortuna non è mai svenuto».

Nel frattempo i responsabili del Lido hanno allertato la Croce Bianca, il cui personale in servizio ha preferito trasportarlo per i controlli del caso all’ospedale San Maurizio di Bolzano.

In passato, sempre a Monticolo, ci sono stati diversi annegamenti, anche perché la superficie del lago è piuttosto ampia e l’acqua non sempre limpida.

Spesso è difficile stabilire, infatti, il punto esatto in cui la persona in difficoltà sprofonda sott’acqua. «In quel momento - conclude Thurner - al Lido c’erano circa 1.500 persone e i nostri bagnini in questi casi devono prestare la massima attenzione. A salvare la vita a questo 38enne è stato il lavoro di squadra unito alla rapida applicazione delle procedure».

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