Bolzano, ricorso dell'Unionecontro il centro commerciale

Dopo un primo ricorso di carattere urbanistico, ora l’Unione commercio dell’Alto Adige ne ha depositato un secondo, stavolta riguardo alle licenze commerciali al dettaglio in zona produttiva

BOLZANO. È ancora scontro sul centro commerciale del gruppo Podini al civico 20 di via Galilei. Dopo un primo ricorso di carattere urbanistico presentato al Tribunale amministrativo regionale in maggio, ora l’Unione commercio turismo e servizi dell’Alto Adige ne ha depositato un secondo, stavolta riguardo alle licenze commerciali al dettaglio in zona produttiva. Il vicepresidente dell’Unione, Dado Duzzi, taglia corto: «È tempo di lasciare la parola ai giudici, che scriveranno la parola fine a tutta questa storia». Anche il presidente del gruppo Agri, Giovanni Podini, replicando non si dilunga. «Parleranno i miei avvocati nelle sedi opportune», taglia corto. Si mostra però comunque tutt’altro che remissivo e rinunciatario: «Certe lobby monopolistiche in città hanno fatto fallire uno dopo l’altro progetti come Mebo Center, Electronia e Trony. Stavolta si troveranno di fronte ad un osso più duro, sostenuto da tante parti sociali, dai sindacati, dai consumatori: quasi tutti vogliono prezzi bassi e centro commerciale vicino».
Il ricorso depositato lunedì chiede l’annullamento di un provvedimento emesso dal sindaco Spagnolli il 28 aprile scorso riguardo alle licenze commerciali del centro Podini di via Galilei. I ricorrenti sono: Unione commercio, Cafè pasticceria Zanolini, Csb Fratelli Straudi, Ditta individuale Elfer Sposa, Rizzolli Srl, Enoteca Gandolfi Sas, La Culla Srl, Ottica Gianni, Rosi Sas, Stefani Srl Cartolibreria Cappelli, Villotti Sas. Ne spiega il succo l’avvocato Federico Mazzei, dello studio legale Dragogna. «L’Unione - illustra - dopo la recente sentenza del consiglio di Stato riguardo a Trony è convinta che ormai si sia fatta chiarezza: in zona produttiva non può esistere il commercio al dettaglio. Per questo, dopo aver presentato un ricorso a maggio per irregolarità urbanistiche, sul cambio di destinazione d’uso eccetera, ora si è deciso di presentare un secondo ricorso, stavolta non urbanistico ma riguardante le licenze commerciali. Prima il sindaco le ha revocate, poi, a giugno, ha revocato la revoca, probabilmente spinto dal timore per l’ingente richiesta di danni minacciata da parte dei Podini. Ora noi chiediamo, mi venga scusato il gioco di parole, la revoca della revoca della revoca».
«Siamo forti della sentenza del consiglio di Stato», gli fa eco il vicepresidente dell’Unione Duzzi. «Dopo anni di tentennamenti per via di interpretazioni normative ondivaghe, il consiglio di Stato ha fatto piazza pulita delle opinioni: tolte le sei tabelle merceologiche ammesse - auto, mobili, materiali edili, bricolage, utensileria eccetera - in via Galilei non si può vendere al dettaglio null’altro». Il Tar, conclude l’avvocato Mazzei, «è stato sollecitato a fornire in breve una sentenza di merito. Non abbiamo nemmeno chiesto la sospensiva: vogliamo una sentenza motivata che faccia chiarezza una volta per tutte».
«Questo ennesimo ricorso», commenta Giovanni Podini, «mi lascia stupito: le stanno provando davvero tutte, ma non ci facciamo scoraggiare facilmente».
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