Casa, boom di prestiti «in famiglia»

La Fiaip: le banche fanno credito solo fino al 50% del valore, un acquirente su due nel 2012 si è rivolto a genitori e parenti

di Massimiliano Bona

BOLZANO. Visto che le banche nell’ultimo periodo sono sempre più restie a concedere finanziamenti per l’acquisto della prima casa - se non in presenza di adeguate garanzie (l’appartamento dei genitori, un lavoro a tempo indeterminato o la disponibilità del 50% del valore dell’immobile) - anche in Alto Adige ha iniziato a prendere piede il cosiddetto «prestito familiare». I dati si riferiscono al secondo semestre del 2012 e da essi emerge che solamente il 55,9% degli acquirenti ha fatto ricorso ad un finanziamento. Ciò potrebbe far pensare (erroneamente) che l’altra metà di chi compra disponga già dei soldi per concludere l’affare, ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.

I prestiti. «Visto che gli istituti di credito - commenta Fausto De Chiusole, presidente provinciale della Fiaip (la federazione professionale degli agenti immobiliari) - non concedono un mutuo per un importo superiore al 50 per cento del valore dell’immobile tanto i single quanto le coppie si rivolgono sempre più spesso a genitori, nonni e zii che pur di vederli felici restano senza un euro e concedono loro il cosiddetto prestito familiare. Si tratta di denaro che ritornano ai loro congiunti, spesso magari senza interessi e nell’arco di venti o trent’anni, come ad una normale banca».

Nulla a che vedere con la situazione di tre o quattro anni fa, quando diverse banche concedevano fino al 90 per cento della cifra richiesta. «C’era chi faceva uno spot- ricorda De Chiusole - e diceva “voi ci mettete porte e finestre e al resto pensiamo noi”. Da allora la situazione è cambiata radicalmente. Il numero della transazioni si è ridotto e per continuare ad acquistare casa molti ragazzi, dopo la laurea o dopo qualche anno di lavoro, sono costretti a ricorrere al prestito familiare».

Gli acquirenti. Dall’analisi delle compravendite risulta che il 76,2% degli affari conclusi nella seconda metà dello scorso anno concerne l’abitazione principale, il 17,5% un alloggio “come investimento” e il 6,3% la casa per le vacanze. «Anche per il mercato delle seconde case - sottolinea De Chiusole - la situazione è critica persino nelle vallate ladine. Oggi sono a Corvara e, alloggi sociali a parte, non vedo un solo cantiere riservato ai privati».

La tipologia dell’acquirente è costituita per il 39,1% da impiegati e per il 16,9% da operai. I liberi professionisti, i dirigenti e gli imprenditori sono il 17,6% mentre commercianti e artigiani si attestano al 5,7%. La maggioranza di chi compra (34,4%) ha un’età tra i 35 e i 44 anni, fascia quest’ultima seguita dagli Under 34 (31,6%). In entrambi i casi chi compra è alla ricerca soprattutto dell’abitazione principale: «Nel caso degli Under 34 - spiega l’ufficio studi di Tecnocasa - questa cifra arriva al 90,5% mentre per coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni la percentuale è dell’80,1%.

La casa per le vacanze. A cercare la seconda casa sono soprattutto coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni (14.3%), seguiti dagli Over 65 (13,2%). Al terzo posto ci sono gli adulti tra i 45 e i 54 anni (10,2%).

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