Scacchi, arte senza età Qui crescono campioni più forti del computer 

Al Csk Merania giovanissimi e adulti giocano insieme Ricordando quella storica sfida fra Karpov e Korchnoi

MERANO. C’è il nome di una variante di difesa negli scacchi, “difesa Merano”, che non è affatto un caso. Qui, infatti, da un secolo si concentrano tornei e campioni di una disciplina più simile a un’arte, a un sottile gioco intellettuale, che a un passatempo. I primi tornei importanti ebbero luogo nel 1924 e nel 1926, e nomi come Siegbert Tarrasch, Akiba Rubinstein e Mario Monticelli ancora aleggiano in città. Negli anni Cinquanta si andava a giocare alla Wandelhalle, dopo aver fatto le cure termali, e nel 1965 nacque il Csk Merania – da Club Scacchi Schach Klub, a indicare la tradizione multiculturale dell’associazione che ha la sua sede in piazza Fontana. Erano i tempi in cui si giocava anche per corrispondenza, tramite cartoline postali: una partita poteva durare un mese intero! Si arriva così agli anni ‘70, quando il meranese Siegfried Unterberger organizza una squadra e una qualificazione ai mondiali del 1981. «La sfida era tra Anatoly Karpov, supportato da tutta la scuola scacchistica russa, e Viktor Korchnoi, disertore dell’Unione Sovietica. Korchnoi giocava con una spilletta di Solidarnosc appuntata sul petto» racconta Claudio Tomisich, presidente del Csk Merania e insegnante in pensione. Tomisich, ancora imbattuto quest’anno, gioca a scacchi da quando aveva otto anni: i suoi fratelli non volevano più saperne di giocare a dama con lui, che vinceva sempre. «All’associazione si allenano ragazzi dai sette anni in poi, che a circa 11 anni cominciano a giocare nel campionato. Abbiamo una quindicina di giovanissimi che hanno iniziato a settembre e sono già quasi a livello intermedio, sono molto motivati. E ci sono anche due ragazzine. Sono appena finiti i campionati di sere C, nei quali ci siamo qualificati secondi con entrambe le nostre squadre: ci sono Mikhail Zuev, campione provinciale under 14 e recente vincitore dell’Open B, Matthias Klotzner per la categoria under 12, Stefano Bonagura, Alexander Teutsch, Angelo Mucci...». Oggi ci si può allenare anche attraverso il computer: si può competere con l’intelligenza artificiale? «Il computer è più veloce - prosegue Tomisich -, ma ha capacità di elaborazione diverse. Internet permette di allenare la velocità e la memoria, ma bisogna ricordare che negli scacchi servono concentrazione e rispetto per gli avversari. È un’arte in cui si migliora se si riesce a capire perché si è perso, è interclasse e intergenerazionale. Ed è il gioco più “violento”: non c’è prevedibilità e non si può scaricare lo stress. Io lo faccio camminando». (s.m.)

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