Battaglia sui collegamenti  tra Pusteria e Comelico 

Fa discutere il piano per unire le aree sciistiche attraverso passo Monte Croce Gli ambientalisti lo criticano, per i residenti è un’occasione di rilancio

di Ezio Danieli

ALTA PUSTERIA. Il collegamento, via impianti a fune, tra Padola nel Comelico bellunese e Passo Monte Croce e l’Alta Pusteria è sempre più vicino, ma si moltiplicano le polemiche della popolazione del Comelico e degli ambientalisti di Mountain Wilderness, che ha usato dure parole contro il progetto giudicato insostenibile e impattante sulla zona.

Secondo Mountain Wilderness il progetto causerebbe danni su un territorio interessato da Natura 2000 e zone cuscinetto di Dolomiti Unesco. Le critiche riguardano anche i 26 milioni di finanziamento (dei 44 necessari) ottenuti tramite i fondi di confine.

I nuovi impianti, sempre secondo i critici, sarebbero “economicamente insostenibili, a quote modeste e con la regione Veneto chiamata a ripianare i debiti ogni anno”.

La popolazione di Padola si è fatta a sua volta sentire replicando alle accuse e rilanciando il collegamento “come unico mezzo contro lo spopolamento in corso”. Dunque un fronte largo e comune che raggruppa titolari di alberghi, esercizi commerciali e cittadini si oppone alle prese di posizione di coloro che vorrfebbero bloccare (o almeno rallentare) un collegamento atteso da anni e fortemente sostenuto da chi già gestisce gli impianti di Padola (3 Zinnen AG), comprensorio che oggi garantisce diverse presenze sia nella stagione invernale con il Giro delle Cime, che in quella estiva.

Quanto al collegamento in progetto, sembra stia per andare in scena un copione simile a quello che è stato animato a proposito del collegamento tra Monte Elmo e la Corda Rossa, dove gli ambientalisti bloccarono ripetutamente la costruzione degli impianti mediante ricorsi al tribunale amministrativo regionale - Tar. Cambiano gli attori in scena: se prima c’era l’Alta val Pusteria adesso il protagonista è il Comelico, un territorio che aggancia le prospettive di rilancio economico proprio alla crescita del proprio potenziale turistico.

Anche stavolta il collegamento, che nel caso altoatesino sembrerebbe in grado di portare ad un aumento delle presenze quasi del 50 per cento, potrebbe essere un potenziale volano per lo sviluppo della valle attirando sia i turisti per le settimane bianche che gli sciatori giornalieri, che, ingolositi dalla possibilità di raggiungere Sesto sci ai piedi, approderebbero a Padola anziché a Cortina.

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