Profughi, ai raggi X il caso di Appiano 

Cusumano: «Gesto da condannare ma situazione sotto controllo». Domenica al corteo ci saranno anche gli antagonisti

di Massimiliano Bona

APPIANO. Toni, tutto sommato, rassicuranti ieri mattina all’atteso vertice in Prefettura – alla presenza delle forze dell’ordine ma anche dei rappresentanti del Comune di Appiano – per analizzare i gravi fatti accaduti lo scorso weekend al centro di accoglienza all’ex Caserma Meranti, dove attualmente sono ospitati 38 migranti, molti dei quali sono ancora impauriti per lo scoppio di una bomba carta che poteva avere ben altre conseguenze.

«È stato condannato fermamente da tutti - sottolinea il Prefetto Vito Cusumano - un gesto sul quale sta ancora indagando la Procura. La situazione, nel frattempo, è tornata sotto controllo (saranno montate anche delle telecamere ad infrarossi ndr). I migranti sono ben integrati nel tessuto sociale, lavorano o studiano. Ciò fa presupporre che quella dello scorso fine settimana sia un’azione isolata». Per le due manifestazioni a sostegno dei migranti in programma domenica pomeriggio alle 15 è stato predisposto un servizio di sicurezza lungo le vie del centro di San Michele.

Le forze dell’ordine confermano che hanno annunciato la loro presenza anche gli antagonisti – con gruppetti anche da fuori provincia - e ciò fa restare alto il livello dell’attenzione. Nel frattempo il sindaco di Appiano Wilfried Trettl e l’assessora Monika Hofer Larcher fanno sapere che non intendono partecipare al corteo a sostegno dei profughi. «Non sarò presente - assicura il sindaco Trettl - perché non ne vedo la necessità».

Ancora più chiara l’assessora Hofer Larcher. «Esserci vorrebbe dire dare troppa importanza alle persone che lo scorso fine settimana hanno gettato la bomba carta. Noi, invece, stiamo facendo tutto il possibile per tornare alla normalità il più in fretta possibile. L’unica scocciatura per i migranti è che ora devono sempre chiudere a chiave il cancello e attenersi scrupolosamente agli orari. Ho ricevuto decine di messaggi di solidarietà».

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