Passa il «tour», disagi e multe 

La gara ciclistica internazionale. Problemi soprattutto per via dei tre passaggi successivi che hanno interessato la nostra città per ore Cartelli di divieto posizionati da giorni ma bolzanini disattenti: rimosse decine di auto. La pioggia e i turisti peggiorano la situazione

di daVIDE PASQUALI

Bolzano. Per carità - e ci venga scusato il gioco di parole - in questi giorni mezza città è fuori città per via dei ponti di pasqua, pasquetta, 25 aprile e primo maggio. Scuole chiuse, uffici pubblici deserti. E nella nostra città, la città della bici, col suo vanto di 50 chilometri di piste ciclabili e un terzo di spostamenti quotidiani sulle due ruote, a molti, i ciclisti, sono piuttosto simpatici. E i cartelli con i divieti di sosta erano stati esposti già da una settimana e quindi chi ha lasciato l’auto in strada sperando di farla franca ha sbagliato. E poi, tanto per gradire, si è pure messo a piovere. Con il solito assalto dei turisti al centro, usuale in questi casi. Epperò, ieri pomeriggio, il bolzanino medio si è posto e ha posto alle decine di agenti della polizia municipale disseminati per mezza città un semplice quesito: era proprio necessario in un solo giorno far passare in città per ben tre volte la carovana del Tour of the Alps? Perché la gara ciclistica internazionale ieri ha creato in città numerosi disagi, il primo dei quali si è palesato in decine di auto fatte asportare dalla polizia municipale.

Le strade incriminate: le macchine ieri sono state fatte asportare da via Cassa di Risparmio, da corso Libertà, da via Manci, da piazza Vittoria e da via don Reginaldo Giuliani. Almeno 25. Insomma, si è sgombrato nei pressi dell’arrivo della gara in piazza Vittoria, dove già dal mattino si era proceduto a montare palco, transenne e quant’altro. Molti bolzanini, però, erano poco informati. Come molti turisti rimasti imbottigliati nel traffico. Già verso le 13, per fare qualche esempio fra le innumerevoli segnalazioni giunte ieri in redazione al nostro giornale, era pressoché impossibile percorrere corso Italia in entrambi i sensi di marcia, specie verso piazza Adriano, dato che si attendeva il passaggio delle bici su viale Druso. In piazza Adriano, almeno un’ottantina di pedoni sono stati fermati a lungo dagli operatori radio della protezione civile. Strada vuota, ma non si passa, spegnete gli scooter, si attende il passaggio dell’auto fine corsa. Passata la quale, c’è stata una vera e propria baraonda, trattandosi dell’ora di pranzo. Autobus su autobus incolonnati, chi era esasperato perché aveva tentato di passare lo stesso quando il passaggio era chiuso e non ci era riuscito, chi era in ritardo.... Ma già prima, a mezzogiorno e rotti, piazza Verdi era chiusa verso ponte Druso. Non si poteva andare avanti, non si riusciva a tornare indietro. L’unica era tentare di passare per l’arginale. A dirla tutta, ieri, poi, c’era un gran traffico anche in zona industriale. Già i mattinata, difficilissimo uscire dall’arginale in zona Spaghettata verso via Einstein: tutti a passo d’uomo probabilmente per via dell’assalto alla Tempo Libero, la cui concomitanza con la gara turistica di certo non ha aiutato.

Come detto, dal comando dei vigili urbani fanno sapere: fra le 25 e le 30 auto asportate, 42 euro di sanzione (29 se si paga entro 5 giorni), più altri 100 per l’asporto e il deposito del mezzo (per un giorno).

Uno dei momenti più difficili, ieri pomeriggio, ha riguardato l’asse di via Vittorio Veneto. Impossibile muoversi con i mezzi a motore, i vigili imponevano addirittura alle bici di percorrere il marciapiedi anziché la strada o la ciclabile. E questo alle 15, circa tre quarti d’ora prima del passaggio della carovana. Spettacolare, per modo di dire, la situazione in via Tre Santi più o meno alla stessa ora: tutta la via bloccata da una colonna ininterrotta di macchine, con diverse auto che tentavano di risalire in senso contrario per togliersi di impiccio e gli scooter via sul marciapiedi.

Un’altra situazione piuttosto incomprensibile si è verificata verso le 16, a gara terminata, in corso Libertà e nelle laterali contigue, dove inizialmente i vigili urbani avvertivano che non si sarebbe potuti passare fino alle 18. Poi, visto che il disagio interessava davvero un numero consistente di automobilisti, ciclisti, pedoni e scooteristi, almeno a tratti si sono aperti dei varchi per permettere il passaggio. La libertà, solo dopo le 18.