il voto in consiglio provinciale 

Più sicurezza: tutti a favore 

Bocciata invece la commissione sulla nomina di Francesca Puglisi

BOLZANO. La sicurezza mette d’accordo tutto il consiglio provinciale: impegnati nella ultima sessione prima delle elezioni del 21 ottobre, i consiglieri hanno approvato ieri quasi all’unanimità una mozione della Stf che chiede, tra l’altro, una maggiore pubblicità per il taxi rosa, più polizia in borghese, soprattutto nelle zone a rischio, più pattuglie nelle ore notturne, il rafforzamento della collaborazione tra i servizi di sicurezza pubblici e privati, l’incentivazione della collaborazione tra le forze dell'ordine e i gestori di locali notturni e discoteche.

Non ci sarà invece la commissione speciale chiesta da Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) per valutare la regolarità delle procedure concorsuali e di nomina dell’ex senatrice Francesca Puglisi (Pd) per la gestione della «Operazione simpatia» con i media italiani. Urzì chiedeva di analizzare «lo stato di lottizzazione politica del sistema della pubblica amministrazione con particolare riguardo a sanità e servizi sociali e le ripartizioni Musei e Beni culturali e l’equilibrata rappresentatività dei diversi gruppi linguistici nei ruoli chiave in questi settori della pubblica amministrazione». A favore della richiesta, o di parti di essa, si sono espressi i Verdi, Freiheitlichen e BürgerUnion. Contraria la Svp. Bocciata anche la commissione speciale proposta da Urzì sul trasporto pubblico su gomma e l’annullamento in via di autotutela, da parte della Provincia, della maxi gara da 962 milioni per l’affidamento dei servizi di linea extraurbani, «con il rischio che vada in tilt il sistema del trasporto extraurbano e che la Provincia si esponga a risarcimenti milionari». Approvato il bilancio di previsione del consiglio provinciale per gli anni finanziari 2019-2021: entrate e spese ammontano a 14,725 milioni. Bocciata infine la mozione dei Verdi sulla «Formazione comune per insegnanti», che proponeva, tra l’altro, di creare un gruppo interdisciplinare e multilingue tra le aree pedagogiche. Contraria la giunta, secondo cui bisogna privilegiare le relazioni alla fusione.