I baristi: più telecamere per difenderci dalle rapine 

Gallonetto (Villa Resi): «Ho una visuale a 360 gradi e i dipendenti sono istruiti» Shu (Zentral): «A tutti dico: meglio uscire in gruppo e con il minimo addosso» 

di Luca Masiello

BRESSANONE. Gli ultimi fatti di cronaca che riportano un’impennata di fatti criminosi nella paciosa città vescovile sta sconvolgendo non poco i brissinesi, non più avvezzi ed episodi di violenza. Sono trascorsi almeno trent’anni dai processi agli esponenti locali della ‘ndrangheta, almeno tanti altri dalle serate che si concludevano a pugni in faccia ai tempi dei militari americani di stanza nella zona; furti, truffe e liti finite male ci sono sempre state, ma dopo questo lungo periodo di “tregua”, negli ultimi mesi la cronaca nera sta oscurando il cielo sopra le torri del Duomo. Certo, non ci sono i presupposti per parlare un vero e proprio allarme criminalità, ma dopo l’omicidio a Millan e le diverse aggressioni avvenute in pieno centro, la rapina a mano armata da Harpf - seppur avvenuta con una replica - lascia i brissinesi con la bocca amara. I cittadini sono intimoriti, ma chi rischia maggiormente sono gli esercenti, chi lavora a contatto con il pubblico e gestisce un certo giro di contante, come i gestori dei bar. «Sono spaventato, certo, e ho già detto a tutti i miei dipendenti come comportarsi nel malaugurato caso che qualcuno organizzasse una rapina ai nostri danni: state calmi e collaborate con i malviventi, rischiare la vita non serve a niente»: Christian Gallonetto è il titolare del Villa Resi, bar a nord di Bressanone con un’agenzia scommesse decisamente frequentata. Il gestore ha appena ristrutturato la sala giochi, e ha colto l’occasione per rafforzare il sistema di sicurezza: «Ho installato telecamere in ogni dove, dei professionisti hanno creato un perimetro esterno che mi permette una visuale a 360 gradi – spiega – ce n’è bisogno, inutile risparmiare sulla sicurezza». Perché Villa Resi non è esattamente in centro storico, è lungo la statale, con un grosso parcheggio accanto che confina con il Lungoisarco. «Quello che mi fa dormire sonni tranquilli è l’ottima collaborazione con le forze dell’ordine – continua – ultimamente l’allarme del locale è scattato a vuoto in un paio di occasioni a causa di un piccolo difetto al sensore, e nel giro di pochissimi minuti sono intervenuti i carabinieri e la polizia: sono rimasto piacevolmente sorpreso». «L’aggettivo esatto per descrivere il mio stato d’animo è dispiaciuto, più che impaurito. Mi dispiace per quelle povere persone che hanno subito lo shock della rapina”: a parlare è Ivan Shu, gestore del Bar Zentral in viale Stazione. Il suo locale non è esattamente in centro, ma la sua posizione è fortunata: «Il commissariato di polizia non è molto distante da qui, e molti esponenti delle forze dell’ordine sono nostri clienti – spiega – ma questo non vuole certo dire che non teniamo gli occhi aperti. È brutto pensare che la violenza possa imperversare anche a Bressanone; il consiglio è di uscire in gruppo, con addosso il minimo indispensabile e di non ostentare oggetti troppo preziosi. E soprattutto di stare attenti alle persone con cui si gira…».

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