Viabilità, i punti critici per i mezzi di soccorso 

Croce Rossa e Bianca segnalano «le difficoltà nelle situazioni di emergenza» Ostacoli a ponte Teatro ma anche per uscire dalla sede di via Goethe

di Sara Martinello

MERANO. Come ogni anno, con l’avvicinarsi di Ferragosto il traffico cittadino aumenta a dismisura. Ma i problemi della viabilità a Merano non riguardano solo chi deve andare al lavoro o a fare commissioni o accompagnare familiari e amici da un punto all’altro della città. A fare le spese del traffico sono infatti anche i mezzi di soccorso, in particolare a ponte Teatro e a ponte Rezia, in via Goethe e in via Petrarca, nonostante la possibilità di avvertire con la sirena gli altri utenti della strada o di transitare sulle corsie preferenziali riservate a taxi e autobus. Non è certo una notizia rassicurante, soprattutto per chi non vive nei dintorni dell’ospedale.

Mauro Balzamà, referente dei dipendenti della Croce Rossa, segnala che qualche volta per gli interventi in centro è successo perfino di ritardare di qualche minuto rispetto ai tempi di percorrenza che normalmente ci si potrebbe aspettare: «Su ponte Teatro spesso le automobili sono costrette a salire sul marciapiede per far passare l’ambulanza, e lì si crea un rischio per i pedoni. Ma più spesso valutiamo percorsi alternativi come ponte Rezia, da cui poi, immettendoci su via Petrarca, ci risulta difficile superare gli incolonnamenti transitando sulla corsia opposta per via del fatto che il passaggio è stretto ed entrambe le corsie sono intasate di altri mezzi. A volte, ma mai in casi d’urgenza, dobbiamo aspettare in coda anche 15 o 20 minuti. Mai come quest’anno poi abbiamo dovuto far fronte a lavori e strade chiuse, con deviazioni forzate che spesso allungano ulteriormente il percorso».

I problemi del traffico per i mezzi di soccorso non si limitano alla sola città. Ne parla Erna Savoi, caposervizio della Croce Bianca meranese, che conta 15 ambulanze e un’auto medicalizzata: «Durante la stagione turistica le strade per Tirolo e per Scena diventano un calvario. Oltretutto, una maggiore presenza di turisti si traduce in un maggiore numero di interventi. Il problema maggiore però è il venerdì, quando in piazzale Prader c’è il mercato e via Goethe è talmente trafficata che abbiamo difficoltà perfino a uscire dalla nostra sede (condivisa con la Croce Rossa, ndr). Quando dobbiamo intervenire durante gli orari di punta valutiamo fin dall’inizio percorsi alternativi come può essere ponte Rezia rispetto a ponte Teatro, ma non è sempre facile. Ci si scontra anche col senso civico degli automobilisti: purtroppo qualcuno non ne dimostra molto».

Forse la chiave del problema sta nella dislocazione in più sedi sparse per la città. Dislocazione impossibile per i mezzi che fanno riferimento all’ospedale, ma concreta – e preziosissima – per i vigili del fuoco. «I mezzi più piccoli non hanno problemi nel traffico, mentre il discorso cambia per le autoscale – fanno sapere dalla centrale –. Per fortuna però con le nostre sei caserme riusciamo a coprire tutta la città: non è mai successo che un incendio si facesse più grave o che qualcuno si trovasse in un pericolo maggiore a causa del traffico».

Nessuno a Merano ha mai rischiato la vita per un ritardo dei mezzi di soccorso, ma c’è da stare all’erta. E, come ricorda Savoi, da fare appello al proprio senso civico, nell’attesa che i cantieri stradali chiudano e che magari il nuovo piano urbano del traffico intervenga in direzione di un miglioramento che favorisca anche i mezzi di soccorso.

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