Madre Leo, grave Said non fosse in cella

Ma caso non va strumentalizzato, resta responsabilità colpevole

TORINO


(ANSA) - TORINO, 8 APR - "E' un fatto grave che chi ha confessato il delitto avrebbe dovuto entrare in carcere già mesi fa". Mariagrazia Chiri, madre di Stefano Leo, interviene così sulla mancata carcerazione di Said Mechaquat, il 27enne che si è costituito alle forze dell'ordine confessando l'omicidio del figlio. "In ogni caso, anche se quanto sinora emerso dovesse risultare confermato, non può essere in alcun modo utilizzato strumentalmente per ridurre le gravissime responsabilità di chi ha colpito un ragazzo pacifico e indifeso".

"E' stato molto importante che si sia fatta luce sull'identità del responsabile di questo atroce gesto", aggiunge la donna. "Quanto accaduto a Stefano - aggiunge in una nota - è una grave ferita per la nostra comunità: è stata una grande sconfitta per tutti, ora ci vuole una grande vittoria di tutti".

La donna ribadisce "la massima fiducia nel lavoro dei magistrati e dei carabinieri e sono sicura che porteranno a termine l'indagine nel migliore dei modi".













Altre notizie

l’editoriale

L’Alto Adige di oggi e di domani

Il nuovo direttore del quotidiano "Alto Adige" saluta i lettori con questo intervento, oggi pubblicato in prima pagina (foto DLife)


di Mirco Marchiodi
la promessa

Kompatscher: «Adesso basta: stop a case costruite per i turisti» 

L’emergenza abitativa. La risposta del governatore ai sindacati: «Gli alloggi nelle nuove aree convenzionate solo per residenti stabili». I rappresentanti dei lavoratori: «La zona di ponte Roma resti produttiva». Il sindaco: «Bisogna ampliarsi nei centri limitrofi»


antonella mattioli

Attualità