Cultura a Bolzano: la ripartizione a un tedesco

Pressione Svp in Comune: non riconfermata la dirigente Anna Vittorio

di Valeria Frangipane

BOLZANO. Terremoto in Comune. La ripartizione cultura da sempre nelle mani di un italiano rischia di perdere la sua direttrice, Anna Vittorio, che non verrebbe riconfermata. Probabile - viste le pesanti pressioni messe in campo dal vicesindaco Svp Klaus Ladinser - che la poltroni passi ad un tedesco. L'assessore al personale Luigi Gallo taglia corto: «Non conosco la questione». L'assessore alla cultura, Patrizia Trincanato, non smentisce: «Stiamo riflettendo sulla direzione».

Perchè? «Perchè la città si sta attrezzando per affrontare grandi sfide. Penso a Bolzano capitale europea della cultura, ai Musei che vanno ripensati (a partire da quello che dovrebbe essere allestito attorno al Monumento della Vittoria ndr), al Polo bibliotecario che si andrà a realizzare al posto dell'ex Longon ecc. Per tutti questi motivi credo che il capoluogo stia per giocarsi un ruolo strategico ed è per questo che stiamo riflettendo con serenità sulla persona a cui affidare la direzione della ripartizione cultura».

Voci di corridoio spiegano però che tra l'assessore - che dovrà indicare il nuovo direttore - e la Vittorio non ci sia mai stata eccessiva simpatia. Anzi, si dice che quando la Trincanato lavorava all'Ufficio famiglia l'antipatia tra le due donne fosse evidente. Assessore cosa ne dice, la sua sarà una scelta ragionata o motivata da motivi di antipatia personale? «Penso alla città. Non sto mettendo in campo alcun personalismo. Ci mancherebbe». Possibile che il nuovo direttore possa essere di madrelingua tedesca? «La ripartizione è italiana, tedesca e ladina, non vedo dove stia il problema. Voglio una persona competente che sia in grado di dare all'Ufficio uno slancio maggiore e trovo riduttivo inciampare ogni volta nella questione etnica. Quando devo pensare ad un chirurgo che opera penso che deve essere bravo, non penso se parla italiano, tedesco o cinese».

Sarà anche vero, assessore, ma un bravo chirurgo che non abbia il patentino non entra all'ospedale di Bolzano. In tutta questa storia l'unica che se la ride è l'Svp che da settimane lavora ai fianchi per prendersi la direzione della Ripartizione. Basti pensare che negli ultimi giorni, proprio la Svp cittadina, supportata da undici associazioni culturali tedesche, ha alzato la voce per chiedere un referente comunale per la cultura tedesca. Perché grazie alla riorganizzazione dell'organigramma municipale elaborata dalla giunta ed in fase di approvazione, l'ufficio cultura tedesca è stato soppresso. E siccome "gutta cavat lapidem" le undici associazioni hanno scritto una missiva al sindaco, ai vertici cittadini Svp e al delegato comunale per la cultura tedesca, ossia il vicesindaco Klaus Ladinser, per chiedere che venga istituito un referente tutto per loro. «Non vogliamo arrivare a una crisi di maggioranza - dice il capogruppo Svp in consiglio, Georg Mayr - ma è fuori di dubbio che si debba mettere in discussione l'intero comparto culturale all'interno del Comune».

Non si tratta solo della mancanza di un referente per l'ambito tedesco, ma è anche una questione di finanziamenti, spiegano gli interessati. Secondo le associazioni interessate se ne dovrebbe discutere approfonditamente. Gli attuali referenti in Comune, almeno a detta delle associazioni - fra le quali la compagnia bolzanina degli Schützen, la Croce nera, i veterani di guerra, la sezione cittadina dell'Alpenverein Südtirol - non sarebbero all'altezza del compito da svolgere, soprattutto in tema di erogazione di contributi. Insomma potrebbe scapparci la direzione di ripartizione.