Comunicato Stampa: Colombi (UILPA). Nuove assunzioni, mentalità vecchia. Così non si rinnova la P.A.



Negli ultimi tempi è ripreso il balletto dei numeri sulle nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione. Il governo ha recentemente parlato di 350mila nuove posti di lavoro nel biennio 2022-2023 e precedentemente di 156mila assunzioni per ciascun anno del triennio 2023-2025. I conti non tornano. Comunque sia, le previsioni di spesa per i redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche (NADEF 2022) indicano per il 2023 una diminuzione dello 0,6%, a cui seguirà un ulteriore calo dell’1% nel 2024 e un modesto rialzo nel 2025 (+0,4%). Il che significa che le assunzioni annunciate serviranno solo a garantire il turn-over e che non ci sarà il recupero dei livelli occupazionali distrutti negli ultimi vent’anni dalle scellerate politiche di tagli del personale. Crediamo che i politici non confondano le acque di proposito. Il problema è che non conoscono la Pubblica Amministrazione. Prendiamo il mito del momento: quello delle “eccellenze” negli uffici pubblici. Secondo il governo i “giovani talenti” sapranno “rispondere in modo veloce alle esigenze di cittadini e imprese” e la macchina amministrativa passerà d’incanto da scassata utilitaria a un’auto da Formula 1. La realtà è un’altra: bisogna ricostruire gli organici. Ammesso e non concesso che il lavoro nella P.A. possa avere le stesse caratteristiche di quello privato, non si poteva scegliere un modo più sbagliato. La P.A. non ha bisogno di supereroi. Ha bisogno di promuovere al proprio interno una cultura della partecipazione e del lavoro di staff dove tutti i nuovi arrivati apprendono dai più esperti le tecniche del lavoro in un processo graduale di costruzione della propria professionalità. Esattamente come avviene nelle migliori imprese del settore privato. Una buona organizzazione del lavoro si crea a partire dalla scelta delle linee di attività e dall’assegnazione del personale ad ogni singola struttura operativa. A monte di tutto c’è la programmazione dei fabbisogni da parte di ciascuna amministrazione, che dovrebbe essere coerente con la programmazione delle attività amministrative. Cosa che quasi sempre non avviene perché la programmazione dei fabbisogni professionali in ogni amministrazione è un atto politico. In quanto tale segue logiche che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze delle strutture. Non a caso le amministrazioni si guardano bene dal discutere con le organizzazioni sindacali i piani triennali dei fabbisogni, così come molti altri aspetti essenziali dell’organizzazione del lavoro. Il personale della P.A. funziona bene se viene utilizzato bene. Cioè, se ogni singolo dipendente viene inserito in un contesto organizzativo che lo mette in condizione di esprimere le proprie capacità e di migliorare nel tempo sia sul piano professionale che economico. La sede dove discutere di questi problemi e trovare le soluzioni è prevista dal CCNL e si chiama contrattazione. Tutto il resto è mitologia.   Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione Roma, 17 marzo 2023 La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di UILPA

















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