Bassa Atesina

«Ragazzini non vaccinati esclusi dai Centri giovani per colpa dei genitori» 

Con le nuove regole i ragazzi dai 12 ai 18 anni rischiano di pagare un dazio elevato. Pro Appiano: «I minori non possono scegliere da soli o schierarsi contro la vaccinazione»

di Massimiliano Bona

APPIANO. I ragazzi non vaccinati tra i 12 e i 18 anni da oggi sono esclusi dai Centri giovanili per una scelta che nemmeno possono fare in prima persona. A decidere, infatti, sono i genitori (o tutori legali) che possono precludere loro un’importante valvola di sfogo, un momento di socializzazione che a quell’età risulta spesso quasi irrinunciabile. A sottolinearlo, in una nota, è la lista civica Pro Appiano-Pro Eppan che invita chi di dovere a riflettere.

«Da ieri, 10 gennaio, l'obbligo del 2G, ovvero l'obbligo di essere vaccinati o guariti, è stato esteso. C’è stata una revoca per il trasporto scolastico ma non per i centri giovanili e ricreativi al chiuso e all'aperto. Inoltre, il 2G è previsto anche per gli sport di squadra e di contatto all'aperto. Secondo noi, non è giusto limitare coloro che hanno già sofferto in più occasioni delle molteplici misure anti contagio legate alla pandemia e hanno dovuto rinunciare a molto.

Ora rischiano di pagare un dazio elevato per una misura ingiusta. Ingiusta perché le persone colpite non possono cambiare il loro stato di vaccinazione da sole. Negli ultimi anni della pandemia, i centri giovanili e le associazioni sono state un importante punto di ritrovo per molti giovani, che in luoghi protetti hanno potuto incontrare persone di riferimento e amici.

Questi ultimi sono una risorsa importante per il benessere fisico e psicologico dei giovani. I minori in questione, tra i 12 e i 18 anni, non possono decidere da soli a favore o contro la vaccinazione. La decisione spetta ai loro tutori legali».

La discussione è aperta ma un dato è oggettivo: molti teenager dovranno restare alla porta di molti luoghi di aggregazione senza aver avuto alcuna voce in capitolo a riguardo.