Bolzano, vietato scrivere saldi. «Italia al via, perso il treno»
Le svendite di fine stagione sono scattate sabato in tutto il Paese. L’Alto Adige ritarda l’inizio al 19 luglio. Confesercenti: «In città promozioni già avviate nel 50% dei negozi». Unione: «No alla liberalizzazione delle date»
BOLZANO. Saldi estivi. In tutta Italia sono scattati sabato, ma Bolzano - sulla carta - deve aspettare il 19 luglio. Il risultato di questa contrapposizione è la confusione. «La stagione è andata malissimo, ha continuato a piovere. Dobbiamo svuotare i magazzini e farlo in fretta, perché abbiamo urgente bisogno di liquidità, ma stiamo perdendo il treno dei saldi»: Confesercenti continua la sua battaglia e chiede di allineare il calendario altoatesino a quello nazionale. «Inutile andare da soli, quando più della metà dei negozi a Bolzano hanno iniziato con le promozioni interne. Scostarsi dalla data nazionale crea una logica frattura di comunicazione e marketing tra quello che i consumatori si aspettano. Il prossimo anno chiederemo con forza che la Camera di Commercio allinei le date di inizio di saldi invernali e estivi a quelle nazionali», ancora l’associazione.
L’Unione commercio resta salda sulle sue posizioni. «La Camera di commercio ha fatto benissimo a posticipare la data d’inizio saldi al 19 luglio», ha più volte ripetuto il presidente Philipp Moser, «mentre noi continuiamo a dire no alla liberalizzazione dei saldi». E invita a guardare i danni che soffre il Trentino. Due differenti modi di vedere e fare commercio che provocano l’effetto “si fa ma non si dice” e “si salvi chi può” quando i giovani (ma non solo), guardano ormai quasi esclusivamente al commercio online.
«Sulla vetrina non si può scrivere la parola “saldi”», dice Elena Bonaldi (presidente Confesercenti), «ma gli sconti in negozio si possono fare. Le promozioni possono essere comunicate solo all’interno dei negozi e non sulle vetrine. La normativa parla chiaro e nessuno vuole multe».
E così per fare entrare il cliente si è scatenata la fantasia dei singoli commercianti alle prese con il “si fa ma non si scrive”.
Sulle vetrine del centro si legge “Si inizia...”, “Siamo qui!!”, “Offerte in corso” e poi “-50%”, “-30%” ed è tutto un fiorire di punti di domanda e punti esclamativi. Il risultato è uno solo, estrema confusione e chi doveva acquistare l’ha già fatto. E poi le svendite da giorni sono partite alla grande in tutte le grandi catene dell’abbigliamento, che ieri mattina erano affollate. Anche in questo caso - camminando per via Museo e sotto i Portici - non si vedeva all’esterno nessuna scritta “saldi”. Da giorni poi tutti i bolzanini ricevono dai loro negozi messaggi, mail e spot sull’inizio delle svendite. Sono stati tutti ampiamente avvisati ed hanno già fatto shopping con lo sconto.
Conclude Confesercenti: «L’online è partito ovunque, gli altoatesini in vacanza trovano i saldi in Italia e anche nelle nostre città il 50% dei negozi propone promozioni all’interno. Attendere significa farsi superare in modo da tutti questi competitor. E i negozi non se lo possono permettere».