Casapound porta «lady fake» in Comune, l’Anpi protesta

Bolzano. «Josefa con le unghie laccate di rosso dopo 48 ore in mare... quindi i trafficanti mettono lo smalto sulle unghie?». Con questo tweet Francesca Totolo raggiunse il suo più alto numero di...

Bolzano. «Josefa con le unghie laccate di rosso dopo 48 ore in mare... quindi i trafficanti mettono lo smalto sulle unghie?». Con questo tweet Francesca Totolo raggiunse il suo più alto numero di click. Per una influencer in carriera, un successone. Peccato che non fosse vero. Quel rosso sulle dita della migrante, viso stravolto dalle ore trascorse in mare, capelli madidi, occhi stanchi dopo lunga traversata, erano una "coccola" dei suoi salvatori. Disse poi, più o meno: c'erano due possibilità in quel caso, ne ho scelta una...Ed eccola qui la “dama sovranista” per i suoi, o “lady fake” per gli avversari. I suoi sono quelli di Casapound, con la cui testata online di riferimento, “Il primato nazionale”, Francesca Totolo collabora. L'hanno invitata a Bolzano e lei, 41 anni, capelli biondi, occhi azzurri, viso da dura, ha detto sì, arrivo: oggi alle 18.30 sarà in piazza Vittoria, alla libreria Altaforte, libreria di estrema destra che fa capo alla tartaruga nera, per presentare il suo libro, il cui titolo è tutto un programma «Inferno spa, viaggio tra i protagonisti del business dell'accoglienza». Con sottotitoli vanno dritti al sodo: “gli ipocriti, i caronte (inteso come Caron dimonio il traghettatore ndr), i consiglieri di frode, i traditori, i barattieri” e via coi sinonimi. Poche ore dopo, alle 20.30 sarà in Comune, nella sala di rappresentanza di vicolo Gumer, dove è prevista una conferenza accanto al “fascista del terzo millennio” Andrea Bonazza, consigliere comunale di Casapound, che di recente ha elogiato i manifesti che esaltano i 100 anni di fondazione dei fasci di combattimento e che in un post su Instagram ha scritto “88”, ossia, nel gergo neonazista, “viva Hitler”. Ed è qui che si è acceso lo scontro. Da una parte Margheri, presidente dell'Anpi che in una nota dice, in estrema sintesi “niente spazi pubblici ai fascisti del terzo millennio” e chiede al Comune di vietare l'evento; dall'altra il sindaco che cita Voltaire (“non sono per nulla d'accordo con quello che si dirà ma difenderò il diritto di chiunque a esprimere opinioni”) ma soprattutto si appella alle regole del diritto. E dice: «Le norme della democrazia si applicano anche a chi non è democratico. E la democrazia è sicuramente più forte di loro...». Fuori dai principi volterriani, Renzo Caramaschi fa un ragionamento che ritiene corretto nel caso del convegno: «Casapound siede in consiglio comunale con tre rappresentanti la cui presenza è stata ratificata, non è dunque fuorilegge, hanno pagato la sala, la Digos è informata, la prefettura pure, c'è anche la magistratura che potrà valutare le affermazioni che lì si udiranno... Finché CasaPound - conclude il sindaco - siede in Comune non posso vietare loro una qualche attività politica. Resta il fatto che sono totalmente in disaccordo con quella politica e non condivido nulla di quello che ha detto o scritto questa signora».

A sua volta Guido Margheri ritiene comunque che l'iniziativa «sia in aperto contrasto con i valori fondanti dello statuto di Bolzano».

Infine Juri Andriollo: «È evidente che sono in totale disaccordo con quanto dicono e immagino diranno i promotori della serata - dice l'assessore alla Cultura - ma vanno divisi i piani politici da quelli amministrativi. Finchè Casapound non sia dichiarata fuorilegge fa bene il sindaco a non opporsi, sul piano puramente formale, da amministratore. Posso solo aggiungere che Bolzano non ha certo bisogno di divisioni e della presenza di chi spinge sull'intolleranza nei confronti delle minoranze. Ma ognuno sia responsabile delle sue parole...».