Domani l'addio al professor Giuseppe Grasso
Per decenni insegnante di latino al Pascoli. Il ricordo degli studenti
BOLZANO. Cordoglio a Bolzano per la scomparsa, all’età di 83 anni, del professor Giuseppe Grasso. I funerali si terranno martedì 7 gennaio, alle ore 15.45, presso la Sala del commiato del cimitero di Oltrisarco. Eccone un ricordo scritto dagli ex studenti della IV A Magistrale Pascoli: «Come ex studenti della IV A Magistrale Pascoli, ci riuniamo per onorare la memoria del nostro indimenticabile professore di latino, Giuseppe Grasso. Un uomo poliedrico, capace di spaziare con naturalezza e maestria tra i saperi, lasciandoci un’eredità che va ben oltre i confini di un’aula scolastica.
Il professor Grasso era, come avrebbe detto Seneca, un vero “artifex vitae” — un costruttore di vita. Non si limitava a trasmettere il latino come materia, ma come una chiave per comprendere la logica, il pensiero critico, l’ordine che sta alla base del sapere. E, sorprendentemente, quelle stesse chiavi le ritrovammo nelle sue indimenticabili lezioni di matematica pre-maturità. In lui, il sapere umanistico e quello scientifico si intrecciavano, dimostrando che ogni disciplina è parte di un unico grande mosaico.
Era solito dirci: “Ogni materia è un ponte verso l’intelligenza: il latino insegna a ragionare, la matematica a risolvere. Nessuno può fare a meno di entrambe”. E così, con la stessa passione con cui declinava un gerundivo, affrontava equazioni e logaritmi, offrendoci strumenti per il futuro. Era davvero un professore poliedrico, capace di tenere insieme linguaggi diversi e di farci vedere le connessioni tra mondi che sembravano lontani.
Ma oltre alla vastità del sapere, ciò che lo rendeva unico era la sua umanità. Con lui ci si sentiva ascoltati, compresi, guidati. Non c’era mai rigidità, solo un desiderio sincero di farci crescere. E così, anche nei momenti di difficoltà, ci ricordava che la cultura, come diceva Orazio, “est labor et ludus”: fatica, sì, ma anche gioco e piacere.
Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo della nostra giovinezza, un frammento prezioso di quell’epoca in cui tutto sembrava possibile grazie a maestri come lui. Eppure, come ci ha insegnato Virgilio, “Mens immota manet” — la mente rimane salda. Le sue lezioni continueranno a guidarci, poliedriche e senza tempo».