Dopo i nonni Rosina e Leo, se n’è andato pure il genero 

A due giorni dalla scomparsa dei suoceri. Sante Vanzetto, 73 anni, è deceduto al S.Maurizio Disperazione in famiglia: «Morto in solitudine. Un figlio è riuscito a salutarlo in videochiamata»

Bolzano. Nessuno della famiglia - una famiglia di quelle all’antica, come dicevano loro scherzandoci sopra “sempre tutti assieme come al Grande Fratello” - immaginava di potersi disperare più di quanto già accaduto domenica. Purtroppo è successo, come racconta distrutto dal dolore il nipote Mario Baietta: «Dopo i nonni Rosina Gariano e Leo Balsano, 93 anni lei, 98 lui, ieri se n’è andato anche mio zio, Sante Vanzetto, 73 anni». Una valle di lacrime, ieri, fra i parenti. Non si può descrivere in altro modo. Lacrime anche nelle telefonate giunte in redazione per sfogarsi contro un destino macabro. Tre persone di famiglia decedute da sole, senza il conforto dei loro cari, nel giro di pochissimi giorni. Tutte per via del Coronavirus, che nessuno sa da dove sia arrivato. Una disperazione acuita ancor più dal non poter nemmeno salutare i cari per l’ultima volta o rendere loro omaggio durante le esequie.

Sante Vanzetto era nato il 29 maggio del 1947. Come racconta il nipote Mario, «mio zio era in pensione da 25 anni, dopo una vita nell’edilizia. Era uno sportivo, andava sempre in bicicletta, amava l'orto. Ha fatto l'arbitro sui campi nostri per 25 anni, era conosciuto da tutti. Frequentava sempre la chiesa». Padre di tre figli - Leonardo, Antonio e Armando - «il 16 aprile del 1967 si era sposato con Vittorina Balsano, ossia proprio una delle figlie dei nonni morti». Il figlio Antonio lo ricorda così: «Era veramente innamorato della sua famiglia e ha lavorato solo per aiutarci in tutto e per tutto. Finché è rimasto in vita un grande lavoratore. Per me è stato una guida, non so come farò ora senza di lui...» Il nipote Mario Baietta lo ricorderà sempre «come un uomo disponibile per tutti, appena lo chiamavi lui era presente... Infatti il 7 marzo, quando stavo male, nelle tende del pronto soccorso mi ha portato e venuto a riprendere proprio lui. Per noi la famiglia è tutto e nonostante tutto, perdendo perni importantissimi, resteremo sempre uniti anche in questo momento di dolore atroce». Ancora la settimana scorsa, prosegue il nipote, «Sante era arzillo, rideva e scherzava. Era uno che andava molto in giro. Abitava nel rione Europa, vicino a via Novacella dove stavano i suoceri, Rosina e Leo. Aveva il diabete, insomma non era al massimo delle forze. A un certo punto gli è venuta la febbre, altissima, tanto da essere svenuto in casa. Mia zia ha chiamato l’ambulanza, gli hanno fatto il tampone, era positivo. Tempo qualche giorno e se n’è andato. Anche lui è morto solo. È soltanto riuscito a salutare il figlio Antonio per l’ultima volta, con una videochiamata. Faceva fatica a parlare. Gli ha detto: prenditi cura della mamma». Ora Baietta, che vive con la madre Pina vedova da poco nell’appartamento accanto a quello dei genitori di lei, Rosina e Leo, ha un’unica consolazione: «Io e mia madre siamo risultati negativi». DA.PA