SANITA'

«Ho il Parkinson e sono stata derisa dalla commissione invalidi dell’Asl»

Questo quanto successo ad una donna che adesso chiede aiuto

BOLZANO. «Ho 47 anni, vivo sola con un figlio di 14, e l’anno scorso mi è stato diagnosticato il Parkinson. Muovo male la mano sinistra e fatico a camminare. Mi alzo ogni mattina alle 5 e mezza perchè sono lenta nei movimenti ed ho bisogno di tempo. Ho chiesto all’Ufficio invalidi dell’Asl il riconoscimento dei diritti della legge 104 per handicap grave, che mi permetterebbe di avere 2 ore al giorno di permesso retribuito per fare fisioterapia, ergoterapia o nordic walking, consigliatimi dal centro specializzato dell’ospedale Borgo Trento di Verona, ma non c’è stato nulla da fare. Non mi è stato riconosciuto il beneficio. “Signora - mi hanno detto alla commissione invalidi dove sono dovuta tornare due volte - non è detto che chi ha il Parkinson sulla carta abbia già dei disturbi!”. Non mi hanno neanche visitato, mi hanno trattato male, la seconda volta sono uscita piangendo. Quel che mi sta succedendo non è giusto. Non so se chiamarla malasanità o maleducazione».

Questo quanto successo ad una donna che adesso chiede aiuto. «I primi sintomi della malattia sono comparsi 7 anni fa. Avevo forti mal di testa, perdevo l’equilibrio, avevo crampi, spasmi muscolari, sudorazioni molto forti di notte ecc. sono andata da una serie infinita di medici dell’ospedale ed esterni, ho cambiato tre medici di famiglia, tutti mi spiegavano che avevo la depressione, che ero stanca, stressata. Poi visto che non riuscivo più a camminare - impiegavo 20 minuti per fare 150 metri - mi hanno mandato dall’ortopedico che mi ha consigliato un plantare. Per farlo fare sono andata dal calzolaio che mi ha fatto camminare e mi ha detto testuale “signora lei non muove un muscolo del polpaccio vada dal neurologo”. E sono tornata dal neurologo che dopo una serie infinita di esami è arrivato alla diagnosi di Parkinson. A quel punto mi sono informata - visto che avevo già perso 7 anni - per puntare ad un centro specializzato e mi hanno indicato l’ospedale Borgo Trento di Verona che tra il resto è dotato di un’apparecchiatura ad ultrasuoni in grado di ridurre il tremore fino all’80%, che tra qualche anno avrebbe anche potuto servirmi. Gli specialisti mi hanno dato due possibilità o prendere un farmaco potente che però può provocare un disturbo del controllo degli impulsi o prenderne un altro, però fare tutti i giorni fisioterapia, ergoterapia o nordic walking. Lavoro in uno studio dalle 8 alle 17, la fisioterapia in ospedale si fa dalle 8 alle 15, ditemi voi come posso fare. Ho chiesto aiuto all’Ufficio invalidi e la commissione composta da 5 persone - che mi avrebbe dovuto concedere i benefici della legge 104 - non mi ha visitato, mi ha chiesto come mi sono accorta del Parkinson, se lavoro e se sono stanca. Mi hanno mandata via una prima volta a ottobre dopo un minuto e mezzo di colloquio senza concedermi nulla e mi hanno risentito il 16 gennaio quando sono tornata a chiedere spiegazioni. “Signora non è detto che chi ha il Parkinson sulla carta abbia già i sintomi della malattia. Ho fatto loro presente di non essere stata visitata... mi hanno risposto che il mio atteggiamento non aiutava. Avevo portato tutte le carte da mostrare che erano in una busta ma faticavano a tirarle fuori perchè muovo male la mano sinistra. Mi hanno detto ridacchiando “non si preoccupi abbiamo tutto il tempo che serve”. Mi sono alzata, li ho salutati ed ho pianto. Ma voglio andare a fondo della questione perchè oltre ad essermi stato negato un diritto sono stata derisa. E sono malata».