Hotel Alpi, questa settimana si parte con la demolizione 

Strutture ricettive. Per abbatterlo previsto un intervento di una durata massima di 3 settimane E nei prossimi giorni si sblocca l’iter del nuovo albergo (12 stanze) di D’Onofrio in via Cappuccini

di Paolo Campostrini

Bolzano. Uno va l'altro viene. Cambia la geografia della Bolzano turistica e un poco anche quella della sua storia, seppur recente. Questa è infatti la settimana in cui verrà avviato un cambio della guardia tra hotel: parte la demolizione dell'Alpi, si sblocca l'iter per il nuovo albergo in via Cappuccini. E non c'è solo un filo urbanistico a legare le due questioni, perché c'è di mezzo una persona a farlo: Francesco D'Onofrio. Gestore, prima del suo inserimento nel vasto piano di riqualificazione di via Perathoner, dell'Alpi e ora motore dell'iniziativa imprenditoriale per un nuovo format di ospitalità in una via che, tra la riqualificazione del parco, la recente presenza della galleria Casciaro e il Trevi rilanciato, prova a immaginarsi una nuova identità urbana. Non più marginalizzata dalla presenza fagocitante di piazza Walther (un "QuasiCentrum " come si è nominato il comitato per il rilancio di quel quadrante) ma capace di nuove offerte. L'albergo dei D'Onofrio, che da anni conducono il "Città", sarà il frutto di una ridestinazione d'uso di uno storico edificio posto tra il ristorante Toscano e le gallerie d'arte. Il progetto, che il Comune in questi giorni dovrebbe approvare in via definitiva dopo alcuni passaggi di natura edilizia, avrà dodici stanze ma di «alta qualità», come ha ricordato l'imprenditore alberghiero bolzanino. L'orizzonte turistico di questa nuova presenza risulta asimmetrico rispetto alla tendenza in atto da qualche tempo: "Dopo l'acquisto dell'immobile l'idea è stata di non destinarlo ad affitto breve sullo schema di airbnb - aveva chiarito - ma di impostare un tipo di ospitalità pienamente alberghiera". Perché il tema, sempre più sentito negli ultimi anni, è far recuperare a Bolzano il tempo perduto, in particolare rispetto ai paesi dei dintorni per non parlare di Merano, sul piano dell'hotellerie. Agli inizi del secolo il capoluogo era ricco di grandi alberghi poi, a poco a poco, queste presenze sono state fatte deviare verso la creazione di condomini per rispondere alla forte domanda abitativa sorta nei due Dopoguerra del Novecento. A sua volta, invece, sparirà l'Alpi. Dopo una serie di rinvii, l'agenda predisposta anche dal Comune per scansionare le fasi di avanzamento del cantiere del pru, prevede per questa settimana l'avvio della demolizione del vecchio hotel. Le macchine di cantiere sono ormai state piazzate tutto intorno dopo la conclusione dell'abbattimento della stazione delle autocorriere e lo svuotamento delle stanze. Si partirà con l'aggressione alle strutture marginali per poi attaccare quelle portanti. Si andrà avanti non poco perché la demolizione dovrà essere condotta in grande sicurezza e non avvertibile nei pressi, secondo uno schema già posto in essere nella prima fase di cantiere nel corso dei lavori intorno alla vecchia stazione dei bus. In ogni caso, la demolizione dell'Alpi è prevista di una durata non superiore alle tre settimane per non collidere con le iniziative legate al mercatino di Natale. Se questo non fosse possibile, anche per via delle eventuali bonifiche da attuarsi in un terreno molto sensibile, i lavori verrebbero sospesi per poi riprendere all'inizio di gennaio. Come pure verranno sospesi altri eventuali cantieri nel quadrante di piazza Verdi. In questi prossimi mesi, per concludere, verrà perfezionato anche il progetto comunale di ampliamento dello stesso hotel Città. Si tratta del suo innalzamento di un piano per renderlo più funzionale e in grado di rispondere alle nuove esigenze di ospitalità . Il Citta, inoltre, sta per veder predisposta anche l'asta per il rinnovo della sua concessione. Il municipio è intenzionato ad aggiornare, alzandola di prezzo, anche la base d'asta per la sua gestione futura. In questo lavoro di riesame e riposizionamento finanziario sono impegnati gli uffici dell'estimo munìcipale visto il lungo periodo in cui il Citta ha mantenuto la sua attuale gestione. Il Comune, insomma, vuol far fruttare al meglio il suo patrimonio.