I 100 anni  di nonna Gina festeggiati sul balcone  

Un secolo di vita. Compleanno speciale oggi per la signora Fontana  ospite della casa di riposo Jesuheim di Cornaiano, blindata causa virus Non potendo entrare le figlie andranno a salutarla stando in cortile come hanno fatto spesso durante il lockdown, per non farla sentire sola

di Antonella Mattioli

Bolzano. «Carissima mamma, eccoci arrivati a questa meta cui non avresti mai pensato di giungere; ci piacerebbe esserti vicino, esserci tutte quattro con le nostre famiglie, come sognavi anche tu che accadesse il giorno del tuo centesimo compleanno. Purtroppo l'imperversare del Coronavirus ce lo impedisce, almeno per ora». Inizia così la lettera che le figlie Chiara, Annalisa, Elena e Lucia Dorigatti hanno scritto alla mamma Gina Fontana Dorigatti che oggi compie 100 anni.

Compleanno in isolamento

La festa non sarà come l’aveva sognata nonna Gina e come l’avevano pensata le quattro figlie assieme a nipoti e pronipoti, ma Annalisa, Lucia, Chiara ed Elena si sono comunque organizzate per fare una sorpresa alla mamma. Ospite dal 2017 della casa di riposo Jesuheim di Cornaiano e “isolata” nella sua stanza dai primi di marzo, per preservarla dall’attacco del virus.

«Abbiamo pensato di fare così - racconta Annalisa -: la festeggeremo dal cortile della casa di riposo, mentre lei ci guarderà dal poggiolo della sua stanza. Al momento non si può fare diversamente, perché la struttura è blindata».

Anche in tempi di Coronavirus però la torta non può mancare. «Solo che sarà piccolina - spiega ancora la figlia - perché dovrà mangiarla da sola, visto che i contatti con gli altri ospiti sono assolutamente vietati». Assieme alla torta, nella stanza al secondo piano dello “Jesuheim”, nonna Gina riceverà anche il regalo della sorella Alice che di anni ne ha 96: una pergamena con gli auguri e una coperta. Una piccola opera d’arte fatta per Gina ad uncinetto. Poi, nelle prossime settimane arriverà posta, perché le figlie hanno suggerito a parenti e amici di scrivere una letterina, per fare in modo che ogni giorno ci sia un ricordo di una vita lunghissima.

Il negozio a Salorno

«Mia mamma è originaria di Salorno, dove ha gestito per tanti anni un negozio. Per fare i conti non c’era la calcolatrice, aveva tutto in testa e non era facile, perché bisognava sommare il prezzo di un quartino d’olio con quello di due sgombri sott’olio. Un allenamento che le ha consentito di arrivare bene al traguardo del secolo: tanto che ogni giorno legge ancora l’Alto Adige e ogni settimana aspetta l’arrivo di Famiglia Cristiana. Due cose che in questi mesi di isolamento, le mancano molto. Ancora di più le sono mancate, in particolare nel periodo del lockdown in cui non ci si poteva uscire dal proprio comune, le nostre visite».

Fino alla fine di febbraio, quando il virus ha costretto tutti a cambiare vita, figlie e nipoti passavano quasi tutti i giorni per un saluto; scambiare quattro chiacchiere, pensare a come sarebbe stata la festa per i 100 anni.

Poi è scattato il blocco totale: tutti tappati in casa e le residenze per anziani blindate per ragioni di sicurezza.

La solitudine

Per nonna Gina - e non solo per lei -è stato difficile capire perché, all’improvviso, non arrivava più nessuno. E anche la sua compagna di stanza un giorno è stata spostata e si è ritrovata sola.

«Certo - riconosce Annalisa - il personale ha fatto e sta facendo di tutto e di più, per non farla sentire isolata e ci ha consentito di tenerci in contatto con le video chiamate. Ma vedersi, incontrarsi è un’altra cosa».

E allora, quando a fine aprile anche il sindaco Renzo Caramaschi ha tolto il limite dei 400 metri per gli spostamenti a piedi, le sorelle si sono messe subito in marcia: da Bolzano a Cornaiano e ritorno. Loro in cortile, lei sul poggiolo.

Così anche oggi, in modalità distanziata, si rivedranno e festeggeranno il compleanno della super nonna.