12 agosto 1951

Resia, bus nel lago: ventidue morti

La prima grossa tragedia del trasporto pubblico altoatesino

BOLZANO. Una delle tre tragedie legate al trasporto pubblico altoatesino del Dopoguerra si è verificata il 12 agosto del 1951 alle ore 19,30 sulla statale che fiancheggia il lago di Resia, a poche centinaia di metri dall'abitato di Curon Nuova in direzione di Malles, quando una corriera di linea della Sad vola letteralmente nelle acqua del lago. Il bilancio è pesantissimo: 22 passeggeri annegati, dei quali cinque minorenni; solo una giovane donna riesce a scampare da quella bara di lamiera azzurra che si inabissa in pochi istanti. Le cause non vengono mai accertate con esattezza nonostante la scrupolosa inchiesta della procura.

L'autista è un trentottenne del posto, Francesco Hilpold, già padre di due bimbi in tenera età ed in attesa del terzogenito che nascerà orfano di lì a poche settimane. La notizia della tragedia getta nella disperazione tutta la Val Venosta che accorre sul posto incredula.

Le prime ipotesi, anche in base alle testimonianze di alcuni operai della manutenzione stradale e della vicina fabbrica della Montecatini, parlano dello scoppio di uno pneumatico e addirittura della perdita di una ruota del pesante Alfa Romeo 500. Tuttavia, quando due giorni dopo la corriera verrà estratta dalle acque apparirà poco danneggiata, tanto da poter essere trainata sulla strada dai pompieri senza difficoltà.

Le vittime abitavano tutte nei paesi vicini e quel Ferragosto in Valle viene ancor oggi ricordato come uno dei più tristi: mentre da Trento, Bolzano e Roma arrivano le autorità e una corona del presidente del governo Alcide Degasperi, si susseguono i funerali e si continua ad interrogarsi sulle cause, apparentemente inspiegabili se non con un improvviso malore dell'autista.

Quella del lago di Resia è solo la prima delle tre tragedie del trasporto pubblico altoatesino nel Dopoguerra: successivamente infatti il 3 dicembre del 1964 il trenino del Renon esce dai binari sulle rampe di Santa Maddalena. Il bilancio è pesante anche in questo caso: quattro morti compreso il macchinista.

Infine siamo al 12 aprile del 2010: una frana di 400 metri cubi di terra e larga 10-15 metri si abbatte intorno alle 9 sul treno regionale della Sad Merano-Malles, in transito tra Laces e Castelbello.

Molto probabilmente è stata causata dall'infiltrazione d'acqua dovuta alla rottura di un tubo per l'irrigazione dei campi.

Tutti i 39 passeggeri a bordo del convoglio rimangono coinvolti in modo più o meno grave, nessun incolume.

Drammatico il bilancio dell'incidente che conta 9 morti e 28 feriti di cui alcuni in gravi condizioni. Il treno ha rischiato di finire nel fiume Adige. (o.d.)

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