Crisi

Un fondo per i disoccupati e un lavoro ai profughi

Randi: «Ai distretti sociali il 70% si rivolge perché è rimasto senza lavoro» Studenti e Volontarius raccolgono coperte per i senza tetto: basta pregiudizi


di Irene Cocco


BOLZANO. Il Comune crea un fondo per aiutare i disoccupati. Lo ha annunciato ieri l’assessore comunale Mauro Randi durante «Chiedimi perché ho freddo», l’iniziativa di solidarietà organizzata da Volontarius con gli studenti per la raccolta di coperte destinate ai senza tetto, tra cui cresce il numero dei profughi. Così Randi sulla campagna: «Questa iniziativa parte dai nostri concittadini e si rivolge ad altri cittadini che vivono un disagio così profondo da non permettersi una casa. Questa situazione è aggravata dalla mancanza di lavoro. I dati dicono che il 70% dell'utenza dei distretti sociali vi si rivolge perché è privo di un'occupazione. E' volontà del Comune creare un fondo lavoro destinato a supportare coloro che sono in cerca di un impiego. Un fondo che sarà costituito da una parte delle risorse che vengono destinate al sociale e che potrebbe ridare dignità lavorativa. Insieme alla Stazione forestale di Bolzano abbiamo creato un accordo: loro necessitano di personale per la manutenzione dei boschi, noi possiamo fornirglielo». Occupando anche i profughi fermi nei centricittadini. In piazza Municipio ieri la conclusione del progetto di Volontarius, che ha coinvolto gli alunni della 3A e 4A del Liceo scientifico sportivo Toniolo e la 3D e la 3F delle scuole medie Archimede con i loro professori. E' stata una giornata dedicata alla raccolta di coperte per coloro che versano in stato di disagio e non hanno una dimora. «Un'occasione per imparare ad aiutare», racconta la giovane Tosca Ferrari, 13 anni. Le fa eco il compagno di classe Emil Salutt: «Questa festa mette l'accento su cosa possono provare le persone senza casa». «Dare una coperta è un gesto concreto per chi soffre», dice Stefano Rossi 18 anni del liceo Toniolo. «L'indifferenza verso chi sta male è una cosa grave», aggiunge Matteo Cagol, 18 anni. «Chiedimi perché ho freddo» fa riflettere sulle conseguenze disastrose che crea la mancanza di lavoro, e avvicina la cittadinanza a tutti coloro che versano in situazioni difficili. Chi sono queste persone? Risponde Roberto Defant, responsabile comunicazione della Volontarius: «Sono coloro che dal proprio Paese sono giunti fin qui nella speranza di trovare un lavoro, senza però riuscire nell'intento, sono tutte quelle persone che dalla propria terra sono dovute scappare per problemi politici, o perché c'è una guerra. Sono i padri che dopo il divorzio si ritrovano prima a dormire in macchina e poi per strada». Intensa la partecipazione dei ragazzi di età compresa tra i 13 ed i 18 anni. Sara Keci, 13 anni, di origine albanese sa bene quante difficoltà si incontrano per integrarsi in una terra nuova: «Sono in piazza perché non voglio giudicare le persone solo da quello che vedo, specialmente i profughi». Elena Serena, anch’essa tredicenne, scandisce: «Le persone hanno troppi pregiudizi». Di fronte a persone in difficoltà, prive di tutto e in fuga dalla guerra, «il soccorso è un'assoluta priorità»: così i consiglieri dei Verdi, Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss e il parlamentare, Florian Kronbichler, che sul tema dei profughi hanno avuto ieri un incontro al Brennero, con Christine Baur, assessora nel governo del Tirolo.

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