LOTTO AL VIRUS

Covid: in Alto Adige vaccinazioni anche in periferia

Incontro fra sindaci ed esperti di Azienda Sanitaria e Dipartimento salute della Provincia. La campagna vaccinale approda ad una nuova fase, si punta promuovere la vaccinazione vicino a casa propria

BOLZANO. Oltre 90 sindache e sindaci dei Comuni altoatesini hanno partecipato alla video-conferenza con gli esperti dell'Azienda sanitaria e del Dipartimento salute della Provincia.

Durante l'incontro i sindaci sono stati informati sull'attuale situazione epidemiologica e si è discusso di come incoraggiare la disponibilità a vaccinarsi della popolazione non ancora immunizzata.

Soddisfatti per la buona partecipazione il presidente del Consorzio dei Comuni, Andreas Schatzer, e l'assessore alla salute, Thomas Widmann, il quale ha sottolineato che la campagna vaccinale finora è stata un successo.

"Il vaccino ci aiuta ad uscire dalla crisi. Più aumenta il numero di persone che si vaccinano, più si accorceranno i tempi per tornare alla normalità. É enormemente importante spiegare questo alle persone e rafforzare il lavoro d'informazione", ha detto Widmann.

Il contributo dei Comuni, da questo punto di vista, è fondamentale, in quanto consente di raggiungere gli indecisi o le persone che finora non sono riuscite a vaccinarsi per svariati motivi: "Dobbiamo informare le persone e dare l'opportunità di immunizzarsi anche nel proprio Comune di residenza o in quelli limitrofi. Come misura di sostegno offriamo tra l'altro materiale informativo e Webinar", ha aggiunto l'assessore provinciale.

La conferma di questa tesi arriva anche dal direttore generale dell'Azienda sanitaria Florian Zerzer, il quale ribadisce la volontà di avvicinarsi ancora di più ai cittadini in questa nuova fase della campagna vaccinale. Tra le attività previste ci sarebbero soprattutto iniziative vaccinali di prossimità, in collaborazione con i singoli Comuni. Zerzer ha inoltre incoraggiato gli amministratori municipali a contattare le direzioni dei rispettivi Comprensori sanitari, nel caso dei piccoli comuni facendo gruppo con quelli limitrofi.

Un'altra possibilità sarebbe la proposta di vaccinazioni nelle aziende e nelle zone produttive o l'invio di piccoli team mobili per la vaccinazione nelle località minori.

Peter Auer, responsabile per l'organizzazione dei vaccini e Patrick Franzoni, responsabile del coordinamento, hanno illustrato i passi compiuti finora e risposto alle domande dei partecipanti del meeting.

Anche il direttore sanitario Pierpaolo Bertoli è intervenuto parlando degli sviluppi più recenti a livello nazionale. Si spera infatti che la somministrazione della seconda dose del vaccino a turisti provenienti dall'Italia venga resa possibile, mentre ciò non sarebbe ancora previsto per i turisti stranieri, data la pianificazione e distribuzione centralizzata delle dosi da parte di Roma e le problematiche collegate alla trasmissione di dati.

Per quanto riguarda la possibilità di vaccinare i minorenni, il direttore generale dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige Florian Zerzer ha spiegato durante un incontro con i sindaci che ci saranno incontri specifici con i medici pediatri che si occuperanno di informare i genitori.

"Benché i bambini non siano generalmente affetti da decorsi gravi, trasmettono il virus molto rapidamente - ha spiegato Patrick Franzoni, responsabile del coordinamento - il vaccino sarebbe molto ben tollerato da questa fascia di età e si sarebbe dimostrato altamente efficace. Tutto ciò sarebbe da tenere in considerazione specialmente in vista degli sviluppi in autunno e dell'inizio del nuovo anno scolastico".